Gite scolastiche: insegnanti accompagnatori cercasi!
Le gite scolastiche, tradizionale appuntamento per gli studenti, stanno diventando un’impresa ardua da organizzare a causa della crescente indisponibilità degli insegnanti ad accompagnarle. Il fenomen...
Le gite scolastiche, tradizionale appuntamento per gli studenti, stanno diventando un’impresa ardua da organizzare a causa della crescente indisponibilità degli insegnanti ad accompagnarle. Il fenomeno, analizzato sul Corriere della Sera da Maurizio Tucci, presidente di Laboratorio Adolescenza, evidenzia una serie di criticità che trasformano un tempo prezioso per la didattica in un incubo logistico e gestionale per i docenti.
Le motivazioni del rifiuto
Assenza di incentivi economici e professionali
Negli anni passati, gli insegnanti accompagnatori ricevevano una diaria, una minima compensazione economica per i costi extra, come pranzi o caffè fuori dal pacchetto turistico. Questo incentivo è stato eliminato, lasciando i docenti senza alcun riconoscimento, né economico né professionale, per il loro impegno aggiuntivo.
Crescente responsabilità legale
Le normative di sicurezza più stringenti, se da un lato garantiscono viaggi più sicuri, dall’altro caricano i docenti di responsabilità onerose. Verificare le condizioni del mezzo di trasporto o controllare il comportamento dell’autista sono solo alcune delle mansioni che spaventano gli insegnanti, consapevoli delle gravi conseguenze in caso di incidenti.
Età media degli insegnanti e stanchezza fisica
Con un’età media sempre più alta, molti docenti faticano a sostenere l’impegno fisico e psicologico richiesto dalle gite scolastiche. Le notti in bianco per sorvegliare gli studenti e le giornate intense tra visite e spostamenti rappresentano uno sforzo spesso insopportabile.
Comportamento degli studenti
Gli studenti non sono cambiati nei loro comportamenti tipici – dalle notti insonni ai gavettoni – ma i mezzi a loro disposizione lo sono. Lo smartphone amplifica le possibilità di “disordine” e aggiunge problematiche nuove, come la condivisione di video inappropriati o il contatto diretto con esterni, talvolta persino pericolosi.
Pressioni delle famiglie
Le famiglie, grazie a chat di classe e social media, monitorano continuamente l’andamento della gita. Un messaggio allarmante, anche per motivi banali, può scatenare reazioni eccessive da parte dei genitori, aumentando lo stress per gli insegnanti.
L’inevitabile evoluzione delle gite scolastiche
Di fronte a queste difficoltà, le gite scolastiche sembrano avviarsi verso un declino naturale. La possibilità per gli adolescenti di viaggiare autonomamente con biglietti a basso costo ha ridotto l’attrattiva delle mete tradizionali, che spesso risultano già conosciute. Per i ragazzi, il vero significato della gita è legato più alla socialità libera, vissuta spesso durante le serate o le notti in albergo, che alla scoperta culturale.
Verso un ripensamento del modello?
Il conflitto tra la finalità didattica delle gite e le aspettative di libertà degli studenti rende difficile conciliare i due mondi. Gli insegnanti si trovano così nel mezzo di un crocevia complesso, dove la didattica si scontra con la realtà adolescenziale. Forse è giunto il momento di ripensare il modello stesso delle gite scolastiche, trovando un equilibrio che tenga conto delle esigenze di tutti.