Ho chiesto alle IA chi uscirà alla maturità. Hanno risposto tutte lo stesso.
Un esperimento semiserio con ChatGPT, Gemini, Perplexity, Claude, Qwen e DeepSeek. Con previsioni, sorprese e una morale.
Il 18 giugno, alle 8:30, cinquecentomila e passa ragazzi apriranno il plico della prima prova e scopriranno se avevano ragione loro o il Ministero. Nel frattempo, nell'attesa che arrivi quel momento, ho fatto quello che fa chiunque abbia accesso a un computer e molta curiosità. Ho interrogato sei intelligenze artificiali, quattro americane e due cinesi, chiedendo loro di fare il toto-tracce della maturità 2026.
Il risultato è stato più istruttivo di quanto pensassi. Ma non nel senso che si potrebbe sperare.
Il metodo (o l'assenza di uno)
Ho fornito a ciascuna piattaforma le dodici tracce ufficiali degli ultimi tre anni (sessioni ordinarie, suppletive e straordinarie dal 2022 al 2025) e ho chiesto previsioni ragionate per tutte e tre le tipologie. ChatGPT, Gemini e Perplexity hanno anche navigato in rete. Qwen e DeepSeek, le due cinesi, si sono affidate ai documenti. Claude Opus 4.8, che già aveva analizzato il corpus in una sessione precedente, ha integrato la ricerca storica con l'analisi dei sondaggi studenteschi di questi giorni.
Sei sistemi, sei approcci, sei risposte. Che si somigliano in modo preoccupante, rafforzando il mio personale dubbio che l’intelligenza artificiale non sia molto di più che uno specchio del dibattito pubblico.
Le previsioni: il consenso delle macchine
Cominciamo con la Tipologia A, l'analisi del testo letterario. Il fronte è compatto. Per la prosa, il nome più gettonato è Grazia Deledda: nel 2026 cadono i cento anni dal Nobel (1926) e i novanta dalla morte, un doppio anniversario che nessuna IA si è lasciata sfuggire. Subito dopo, con piccole variazioni d'ordine, vengono D'Annunzio, il favorito nei sondaggi studenteschi con il 38% delle preferenze, e Pirandello, che pure è uscito in ordinaria appena nel 2024 ma ha il vantaggio di due anniversari altrettanto pesanti, i novant'anni dalla morte e il centenario della pubblicazione di Uno, nessuno e centomila. Per la poesia il campo si allarga un poco con Saba, Montale, Pavese, una generica "poetessa novecentesca" che nelle risposte più audaci diventa Alda Merini o Antonia Pozzi.
Sulla Tipologia B, il testo argomentativo, il consensus è ancora più marcato, quasi bulgaro. Tutte e sei le IA indicano come quasi certa una traccia sull'80° anniversario della Repubblica (il referendum del 2 giugno 1946, il voto alle donne, la Costituente). Uno studente su due nei sondaggi online punta su questo, e le macchine non fanno eccezione. Subito dopo, con uguale unanimità, arriva l'intelligenza artificiale in senso saggistico, su etica, regolazione, rapporto umano-macchina. Il tema, per la verità, è già comparso in due sessioni di riserva (Crescente nel 2024, Ferraris nel 2025), ma l'uscita del decreto italiano di attuazione dell'AI Act, proprio in questi giorni, lo renderebbe plausibile. La terza B oscilla tra un testo storico su Chernobyl (quarant'anni dal disastro) e un brano sul valore della lettura, della parola o delle discipline umanistiche, un filone già esplorato nelle sessioni suppletive recenti con Eco, Ordine e Papa Francesco.
Sulla Tipologia C, il tema di attualità, le previsioni sono anzitutto IA e giovani (scuola, lavoro, salute mentale, identità digitale) per C1, e per C2 una riflessione civile agganciata alla Repubblica oppure al disagio giovanile. Nessuna macchina ha proposto nulla che non fosse già in questa lista.
La vera sorpresa: le macchine sbagliano tutte nello stesso modo
Fin qui, il toto-tracce che ci si aspettava. Il dettaglio interessante viene dopo, quando si guarda non cosa prevedono le IA, ma come ci arrivano.
Tutte ragionano per anniversari tondi e sondaggi studenteschi. Nessuna si chiede se il Ministero voglia assecondare o spiazzare quelle aspettative, peccato che storicamente, quando il nome più atteso è anche il più votato nei sondaggi, la probabilità che esca cala. Nessuna nota che Deledda è già passata in suppletiva 2023 con Cosima, il che nelle logiche ministeriali è un segnale di "già collaudata" e non di "già bruciata". DeepSeek, che pure costruisce tavole comparative molto ordinate, cita Calvino e Montale come grandi assenti degli ultimi anni, ignorando che entrambi sono usciti nelle sessioni di riserva 2024 e 2025 rispettivamente. Qwen propone Svevo come "pronto per tornare" senza tener conto che era già uscito in straordinaria 2023.
Il problema, detto in modo diretto, è che le IA ragionano come il professore di lettere che prepara i ragazzi ai classici più probabili. Seguono la logica del manuale, non quella del Ministero. E il Ministero, come chiunque si occupi di questa prova sa bene, ha una lunga tradizione di spiazzamenti controllati. Pesca dal bacino prevedibile, ma combina le scelte in modo che il tototracce non sia mai del tutto soddisfatto.
C'è poi una differenza stilistica tra le risposte che dice qualcosa di più sui modelli stessi. ChatGPT è il più cauto e citazionista, Gemini il più giornalistico, Perplexity il più prolisso e ansioso di mostrare le fonti. Qwen è il più “user friendly” a misura di studente, termina con un "in bocca al lupo per mercoledì 18 giugno!" e consigli su come studiare nei quattro giorni rimanenti, come se fosse un tutor pagato a ore. DeepSeek è il più ordinato formalmente, ma anche il più rigido nell'analisi. Le due IA cinesi non mostrano nessuna competenza culturale autonoma sulla letteratura italiana, attingono alle stesse fonti indicizzate, Skuola.net, Studenti.it, Fanpage, che usano le occidentali e producono risultati sostanzialmente identici.
Il che pone una domanda non banale: se chiedi a sei sistemi diversi di prevedere le stesse tracce e ottieni sei risposte quasi identiche, stai misurando l'intelligenza delle macchine o la convergenza delle fonti che hanno indicizzato?
Allora chi uscirà davvero?
Fatta la premessa che il tototracce sbaglia più spesso di quanto azzecchi, e le macchine non fanno eccezione, ecco il quadro ragionato, che sintetizza il consensus delle IA integrandolo con qualche elemento che le macchine si sono perse.
Tipologia A: Deledda in prosa è la previsione più solida, supportata dall'anniversario doppio e dal fatto che una scrittrice donna manca dalla Tipologia A ordinaria da troppo tempo. Per la poesia, Saba è il nome più credibile tra quelli non recenti; D'Annunzio resta il favorito popolare ma non ha un anniversario tondo, il che può essere sia un punto a favore (manca da anni) sia a sfavore (il MIM preferisce l'aggancio calendariale). Pirandello è tecnicamente possibile nonostante il 2024, ma improbabile in una nuova sessione ordinaria.
Tipologia B: La traccia sulla Repubblica è la più blindata dell'intero paniere, un testo di storico o giurista sul 1946, la Costituente, il voto alle donne. Sull'IA in chiave saggistica la probabilità è alta, anche per il tempismo del decreto nazionale. La terza B è la più aperta tra lettura/umanesimo o Chernobyl/nucleare, con l'ambiente che potrebbe slittare in C.
Tipologia C: l’IA sembra quasi certa, presumibilmente in relazione ai giovani. Per C2 il campo è più aperto con Repubblica/cittadinanza, disagio giovanile, pace e conflitti. Da non escludere una traccia autoreferenziale, il MIM negli ultimi anni ha proposto testi sull'esame stesso, sulla scuola, sulla letteratura come formazione, che in un anno di riforma della maturità avrebbe una logica precisa.
La morale (che le macchine non hanno scritto)
Magari non significherà niente di particolare, ma alla fine mi è restata la sensazione del paradosso di chiedere all'intelligenza artificiale di prevedere le tracce di un esame che, con ogni probabilità, conterrà una traccia sull'intelligenza artificiale.
Chissà se qualcuna delle IA interrogate se ne è accorta che si parlava proprio di lei. Certo è che le loro risposte assomigliano fin troppo a quelle umane, impegnate a elencare anniversari e a costruire tabelle comparative.
Ho interrogato Claude Opus 4.8, ChatGPT-4o, Gemini 2.5, Perplexity, Qwen 2.5 e DeepSeek V3. Le risposte sono state raccolte tra il 13 e il 14 giugno 2026. Il 18 giugno sapremo chi aveva ragione. Ammesso che qualcuno la avesse.
articolo da www.norbertogallo.it