I reggenti dimezzati: precari in attesa del TAR. Nuove assunzioni DS già a fine ottobre?

Sono 519 le scuole che, nonostante abbiano tutti i requisiti previsti dalla legge per avere un proprio Dirigente Scolastico, dal 1 settembre sono affidate ad un reggente, in pratica ad un DS regolarme...

A cura di Redazione Redazione
30 settembre 2024 13:28
I reggenti dimezzati: precari in attesa del TAR. Nuove assunzioni DS già a fine ottobre? -
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Sono 519 le scuole che, nonostante abbiano tutti i requisiti previsti dalla legge per avere un proprio Dirigente Scolastico, dal 1 settembre sono affidate ad un reggente, in pratica ad un DS regolarmente in servizio in una scuola al quale è stato affidato l’ incarico di gestirne due.

Ovviamente il fenomeno delle reggenze esisteva già prima di quest’ anno. Soltanto che finora aveva riguardato soprattutto scuole troppo piccole per avere un proprio DS ed un proprio DSGA.

Nell’ anno scolastico 2023/24, secondo l ‘ANP, sindacato rappresentativo, erano state oltre mille le scuole “in reggenza”. Per il sindacato guidato da Antonello Giannelli, le reggenze “privano le scuole della continuità necessaria a perseguire gli obiettivi formativi loro propri […] ogni scuola deve avere un proprio dirigente e un proprio DSGA […] là dove la reggenza non induce a compiere scelte nodali per l’utenza e per il territorio”. Senza contare che l’ impegno per il DS reggente è obbligatorio e sottopagato.

Tra dimensionamento e nuove assunzioni previste, il fenomeno sembrava drasticamente ridimensionato per il nuovo anno scolastico. Invece…

Reggenti “precari”

Con il concorso ordinario fuori tempo massimo, il Mim ha spinto sulla conclusione della procedura straordinaria per assumere comunque i 519 nuovi DS autorizzati dal Ministero delle Finanze. Senonché, giusto prima di ferragosto, arriva lo stop del Tar Lazio. Anzi, uno stop doppio. Da una parte gli ‘ordinaristi’ che contestavano le assunzioni spostate tutte alla procedura riservata, dall’ altra alcuni ‘straordinaristi’ che contestavano la composizione della graduatoria finale.

Ricorsi diversi, con in comune l’ effetto di tenere in sospeso i nuovi presidi ben oltre l’ inizio dell’ anno scolastico e la necessità di ricorrere alle solite reggenze. Anzi, di dover inventare una nuova formula di reggenza, quella fino all’ arrivo dell’ “avente diritto”. In pratica una reggenza ancora più precaria con gli immaginabili effetti sui destinatari del delicato compito.

Abbiamo parlato con un dirigente scolastico reggente, che, garantendo l’anonimato, ha condiviso la sua esperienza. “Kafkiana”, così definisce la situazione, e dice di sé stesso di essere “un reggente dimezzato”, sottolineando come ogni decisione che prende potrebbe essere ribaltata dopo l’8 ottobre, data in cui è prevista la sentenza del TAR.

L’incertezza di un ruolo temporaneo

DS Reggente: “Stiamo lavorando con impegni istituzionali e scadenze burocratiche, ma tutto sembra assurdo. Ogni giorno ci chiediamo che seguito avrà quello che stiamo facendo, perché dopo l’8 ottobre tutto potrebbe passare di mano.”

La quotidianità scolastica, già di per sé impegnativa, si complica ulteriormente in questa fase di transizione. “C’è da rivedere il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, occuparsi delle cattedre, dell’educazione civica, del voto in condotta, e delle relazioni con docenti, famiglie e istituzioni locali,” spiega, sottolineando come tutte queste attività vengano svolte con la consapevolezza di essere un interlocutore temporaneo.

“Cercando di non strafare”

La necessità di prendere decisioni rapide e risolutive si scontra con l’incertezza del mandato. “Mi trovo a prendere decisioni importanti, sapendo però che la mia permanenza potrebbe durare ancora solo pochi giorni. È come essere un traghettatore temporaneo, senza vera possibilità di incidere a lungo termine. Cerco di non strafare, per evitare problemi a chi verrà dopo di me, che già ne avrà abbastanza.”

Rapporti difficili con la comunità scolastica

“Sono visto con simpatia e solidarietà personale, ma tutti sanno che non posso garantire la continuità di cui c’è bisogno. I docenti, il personale amministrativo, i genitori cercano stabilità, e questa è proprio quello che non posso offrire.”

L’attesa della sentenza del TAR

La speranza del DS reggente è che la situazione si risolva in fretta, con una sentenza che permetta di stabilizzare i ruoli e dare un futuro alle scuole. “Le scuole hanno bisogno di dirigenti stabili, che possano garantire continuità e una visione a lungo termine. Quello che stiamo vivendo ricorda ‘Il Deserto dei Tartari’, una situazione insostenibile a lungo termine.”

Bocche cucite a Viale Trastevere

Intanto da Viale Trastevere bocche rigorosamente cucite sulla questione. “L’ unico che può parlare della situazione è il Ministro” – ci spiega chi conosce bene i meandri del ministero – “che ha avuto il suo da fare per riprendere i fili di una situazione che doveva essere la soluzione a problemi del passato e che ad un certo punto sembrava finita completamente fuori controllo”. Troppe incursioni di interessi particolari in questioni squisitamente tecniche, è la sconsolata spiegazione di “Radio Palazzo”.

Assunzioni previste entro ottobre

Intanto quello che pare certo è che il Ministro sia deciso a portare a termine le nuove assunzioni entro la fine di ottobre. “La graduatoria contestata è stata elaborata sulla base dei consigli e delle raccomandazioni dell’ Avvocatura di Stato, per cui anche gli uffici sono convinti che il TAR la confermerà” – ci spiegano – “Ma se anche il TAR dovesse dire che la graduatoria va cambiata come chiesto dai ricorrenti, il Ministero prenderà atto pur di disporre il prima possibile dei nuovi DS”.

Intanto la Lega, il partito del Ministro, ha presentato un emendamento al decreto Omnibus per garantire ai neoassunti la possibilità di far valere il servizio giuridico dal 1 settembre. L’ emendamento è stato stralciato, ma dal Governo trapela l’ intenzione di riproporlo nel primo provvedimento utile per garantire omogeneità di trattamento ai neoassunti.

L’ unico caso che potrebbe far slittare tutto al prossimo anno è quello del TAR che non decide immediatamente e prende altro tempo. “Ma il TAR ha consapevolezza dell’ urgenza di una decisione e non credo proprio che possa decidere di aspettare. Deciderà: in un senso o nell’ altro, ma deciderà e ci saranno 519 nuovi DS regolarmente assunti nel 2024”.

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