Il 30 ottobre il CND in piazza per i diritti degli insegnanti
Il Comitato Nazionale Docenti aderisce alla mobilitazione per chiedere dignità, salute e tutele nel mondo della scuola.
Il Comitato Nazionale Docenti (CND) annuncia la propria partecipazione alla mobilitazione del 30 ottobre 2026, portando al centro della protesta la dignità del lavoro, il diritto di sciopero e la tutela della salute del personale scolastico. L'organizzazione, indipendente, apartitica e asindacale, intende richiamare l'attenzione sulle condizioni professionali degli insegnanti e sulla necessità di prevenire il disagio lavorativo.
La partecipazione alla manifestazione si inserisce in un contesto di mobilitazioni che coinvolgono studenti e diverse categorie professionali. Per il CND, pur nella diversità delle rivendicazioni, emerge un'esigenza comune: ottenere ascolto, riconoscimento e risposte concrete dalle istituzioni.
Mobbing e burnout, la salute dei docenti al centro
Tra le principali questioni sollevate dal Comitato figurano il mobbing, lo straining, il burnout, lo stress lavoro-correlato e l'usura professionale. Fenomeni che, secondo l'organizzazione, non possono essere considerati esclusivamente problemi individuali, ma richiedono interventi sulle condizioni organizzative e sulle relazioni negli ambienti di lavoro.
Il CND sottolinea come il sovraccarico professionale, le difficoltà gestionali e le tensioni relazionali possano compromettere progressivamente il benessere degli insegnanti. La prevenzione dei rischi psicosociali deve quindi diventare parte integrante delle politiche di tutela del personale scolastico.
Un altro punto centrale riguarda il diritto di sciopero, riconosciuto dall'articolo 40 della Costituzione. Il Comitato ne ribadisce il valore quale strumento di partecipazione democratica e rivendicazione collettiva, nel rispetto delle norme che regolano i servizi pubblici essenziali.
Un dialogo tra le diverse realtà della scuola
Il Comitato propone inoltre di rafforzare il confronto con le organizzazioni e i movimenti nati dal basso, senza rinunciare alla propria autonomia.
Nel comunicato vengono richiamate le esperienze del Comitato Precari Uniti per la Scuola, del gruppo «Preferirei di no, Docenti in sottrazione» e della mobilitazione «Istruzione di Qualità Trentino», oltre alle iniziative per retribuzioni più adeguate.
Precarietà, crescente burocrazia, carichi di lavoro e riconoscimento professionale sono indicati come problemi trasversali sui quali costruire occasioni di collaborazione, pur mantenendo distinte le identità e le rivendicazioni delle singole realtà.
Una proposta di legge contro il disagio professionale
La mobilitazione del 30 ottobre, precisa il CND, rappresenta soltanto una tappa di un percorso più ampio.
Il Comitato intende ampliare le proprie attività attraverso incontri pubblici, webinar e percorsi formativi, con il coinvolgimento di psicologi, avvocati, medici ed esperti del settore scolastico. L'obiettivo è fornire strumenti di prevenzione, ascolto e tutela, favorendo anche una maggiore attenzione al benessere organizzativo.
Parallelamente, l'organizzazione sta lavorando a una proposta di legge per prevenire e contrastare mobbing, burnout e usura professionale nel settore scolastico, trasformando le problematiche emerse dalle testimonianze dei lavoratori in possibili misure di tutela.
Il messaggio conclusivo del Comitato è che la qualità dell'istruzione non possa essere separata dalle condizioni di chi lavora quotidianamente nelle scuole. La tutela degli studenti e quella del personale non vengono considerate obiettivi contrapposti, ma aspetti complementari di un sistema educativo più attento al benessere delle persone.
La partecipazione del 30 ottobre sarà dunque, nelle intenzioni del CND, un'occasione per riportare nel dibattito pubblico la salute, il rispetto e la dignità professionale degli insegnanti.