Il “rivoluzionario” delle Scuole Pie: protesta o fuga dall’orale di maturità?

Un lettore commenta il caso dello studente delle Scuole Pie Fiorentine: la rinuncia all’orale non sembra ribellione ma fuga dalla mediocrità.

A cura di Redazione
27 luglio 2025 22:54
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Gentile Redazione de “La Voce della Scuola”,

scrivo dopo aver letto il vostro articolo “Rivoluzione sì, ma senza rischi: la protesta degli studenti che odiano i voti ma si tengono stretto il diploma” per commentare il caso specifico dello studente delle Scuole Pie Fiorentine che ha rinunciato all’orale di maturità dichiarandosi “contro il sistema”.

A mio avviso, il contesto cambia radicalmente la percezione di quel gesto. Non parliamo di un liceo statale, ma di una scuola privata dove la carriera scolastica è seguita passo passo. Inoltre, il voto massimo che lo studente avrebbe potuto ottenere era 82: un dettaglio che fa pensare che la scelta di rinunciare all’orale fosse più un modo per evitare un giudizio poco lusinghiero che una reale presa di posizione politica o educativa.

In queste condizioni, la rinuncia appare meno come una protesta e più come il tentativo di trasformare una carriera scolastica mediocre in un gesto “ideale”. Se davvero l’intenzione fosse stata quella di contestare il sistema, la coerenza avrebbe imposto di rifiutare anche il diploma, non di tenerlo stretto pur proclamandosi “contro i voti”.

Quello che viene raccontato come un atto di ribellione sembra, in realtà, una fuga. Non il coraggio di sfidare le regole, ma il desiderio di nobilitare una maturità che rischiava di mettere in evidenza limiti e insufficienze. Un rivoluzionario per caso, più che un simbolo di cambiamento.

Grazie per aver aperto questo dibattito.

Un vostro lettore

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