Dimensionamento DS

In Puglia, l’ANP boccia la delibera regionale e chiede stabilità per le scuole

Per il sindacato dei dirigenti scolastici il piano 2027/2028, chiuso dalla Giunta il 31 ottobre, rivela l’assenza di una visione complessiva.

A cura di Redazione Redazione
04 novembre 2026 14:57
In Puglia, l’ANP boccia la delibera regionale e chiede stabilità per le scuole -
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L’ANP Puglia giudica “molto insoddisfacente” la delibera con cui la Giunta regionale, nella seduta di sabato 31 ottobre, ha chiuso il capitolo del dimensionamento scolastico per l’anno 2027/2028. Lo afferma in un comunicato del 4 novembre il presidente regionale Roberto Romito.

Nel mirino c’è la politica locale. Secondo l’associazione, Comuni, Province e Regione hanno mostrato anche quest’anno l’assenza di criteri chiari e uniformi, intervenendo in alcuni casi con soluzioni poco motivate o con proposte arrivate fuori tempo massimo. Il processo di verticalizzazione, cioè l’accorpamento dei circoli didattici alle scuole medie ancora autonome, si è sviluppato in modo disomogeneo. L’ANP cita l’inerzia che da anni caratterizza il Comune di Bari e i ritardi di Bitonto, che hanno indotto la Regione a rinviare la questione al 2028/2029.

Il sindacato contesta poi lo smontaggio di accorpamenti raggiunti tra il 2023 e il 2025, al prezzo di oltre 60 soppressioni di scuole e di un numero corrispondente di posti per dirigenti scolastici e DSGA. A Vieste, anche per effetto di una sentenza del TAR, tornano autonome alcune microscuole che erano state riunite. A Trani, per la Giunta ha prevalso la linea del Sindaco, che porta alla nascita di un istituto di oltre 1.300 alunni, oltre il tetto di 1.200 fissato dalle Linee di indirizzo regionali. In quel caso, afferma l’ANP, il Comune non ha neppure sentito le organizzazioni sindacali rappresentative dei dirigenti.

La richiesta di fondo era quella di conservare l’assetto attuale con una moratoria di un anno, avanzata in un documento unitario sottoscritto prima della delibera. Il 28 ottobre una nota comune di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams, Anief, ANP e Dirigenti Scuola aveva chiesto di rinviare il riordino al 2028/2029 e di aprire un tavolo con la Regione per definire linee guida condivise già dalla primavera del 2027. I sindacati segnalavano anche i casi di Foggia, dove si sarebbero superati i 1.410 alunni, e di Trani, con oltre 1.370, e ricordavano il calo di oltre 12mila alunni l’anno in Puglia.

Il quadro si aggrava con il disegno di legge di Bilancio 2027. Secondo la relazione tecnica, l’articolo 66 cancella dall’anno scolastico 2027/2028 complessivamente 6.974 posti, 4.925 di docenti e 2.049 di personale ATA, con un risparmio di 83,9 milioni nel 2027 e di circa 252 milioni annui dal 2028. L’ANP, che ha già espresso la propria contrarietà, chiede di rivedere i criteri di assegnazione del personale in base alle esigenze effettive, per non penalizzare le scuole più grandi. Senza garanzie sui collaboratori scolastici, il cui numero per scuola non cresce oltre i 1.200 alunni, il peso delle decisioni regionali rischia di essere insostenibile per gli istituti coinvolti.

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