In Veneto oltre 39 mila studenti si preparano all’esame di maturità
Gli Uffici di ambito territoriale al lavoro per completare commissioni e organizzazione. Prima prova il 18 giugno
È iniziato il conto alla rovescia per l’esame di maturità 2026: tra meno di un mese, migliaia di studentesse e studenti veneti saranno chiamati a confrontarsi con la prova conclusiva della carriera scolastica.
La macchina organizzativa è ormai completata: gli Uffici di ambito territoriale stanno ultimando la costituzione delle commissioni e la predisposizione delle sedi d’esame.
Sono 39.455 i candidati che sosterranno l’esame di maturità in Veneto nel 2026. Di questi, 38.319 sono studenti interni e 1.136 esterni.
Un aspetto fondamentale riguarda i requisiti di ammissione per gli studenti frequentanti l’ultimo anno dei corsi di istruzione secondaria di secondo grado presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie. L’accesso all’esame è deliberato dal consiglio di classe in sede di scrutinio finale e richiede la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale, la partecipazione alle prove INVALSI, lo svolgimento della Formazione scuola-lavoro (nuova dicitura per PCTO) e una valutazione non inferiore a sei decimi tanto nelle discipline quanto nel comportamento. I candidati esterni, provenienti da un percorso autonomo, hanno invece dovuto sostenere prove preliminari di ammissione.
In totale saranno coinvolte 1.975 classi, ripartite in 506 sedi e affidate a 991 commissioni.
L’esame di maturità inizierà giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8.30 con la prima prova scritta di italiano, comune a tutti gli indirizzi. La seconda, a seguire, riguarda una o più discipline caratterizzanti il corso di studio.
Tra le principali novità, da evidenziare la composizione delle commissioni, ridefinita secondo il nuovo impianto normativo. Ciascuna commissione (riferita a due classi abbinate) è composta da cinque commissari, di cui due interni, appartenenti all’istituzione sede d’esame, mentre presidente e gli altri due membri sono esterni, provengono cioè da altre scuole.
Anche il colloquio orale è stato rinnovato nella sua struttura e verterà su quattro discipline individuate a livello ministeriale. Nel nuovo assetto, l’esame è ritenuto valido solo se il candidato sostiene regolarmente tutte le prove previste; contestualmente, si rafforza anche la sua funzione orientativa, a supporto delle scelte successive al diploma.
Si allega la tabella di dettaglio con la distribuzione dei candidati per provincia.