Istituti tecnici, Fracassi (FLC CGIL): 7 maggio sciopero nazionale contro riforma che taglia saperi, lavoro e diritti

La revisione degli ordinamenti proposta dal MIM si inserisce nel più ampio attacco alla scuola secondaria di secondo grado da parte del Governo

A cura di Redazione Redazione
04 maggio 2026 16:01
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“Il 7 maggio il personale docente, ATA e dirigente degli istituti tecnici incrocerà le braccia per fermare una riforma sbagliata e dannosa, che colpisce al cuore la qualità dell’istruzione pubblica e il futuro di studenti, studentesse, lavoratrici e lavoratori”. Così Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

“La revisione degli ordinamenti proposta dal MIM si inserisce nel più ampio attacco alla scuola secondaria di secondo grado da parte del Governo, che negli ultimi anni ha progressivamente indebolito il sistema attraverso interventi frammentati, riduzioni di risorse e scelte orientate a piegare la formazione alle logiche del mercato”, commenta la dirigente sindacale.

Per Fracassi: “la riforma dei tecnici attraverso tagli pesanti a discipline fondamentali, sia di cultura generale che professionalizzanti, comporterà un drastico ridimensionamento del monte ore e un impoverimento generale dell’offerta formativa, oltre che il rischio concreto di tagli agli organici e aumento del sovrannumero tra il personale docente e ATA”.

“Si tratta di una scelta politica precisa – chiosa la segretaria della FLC -: subordinare l’istruzione alle esigenze delle imprese, indebolendo il valore nazionale del titolo di studio e accentuando le disuguaglianze territoriali, con un intervento che svuota il ruolo della scuola come presidio costituzionale di formazione critica e libera e la riduce a strumento funzionale alle esigenze produttive locali”.

“Alle richieste di modifica che abbiamo avanzato, l’Amministrazione ha fornito risposte insufficienti, prive di una visione complessiva e limitate solo al primo anno di applicazione della riforma. Le misure correttive prospettate non affrontano le criticità strutturali e non garantiscono alcuna tutela per gli anni successivi. Per queste ragioni – conclude Fracassi - chiediamo con forza il ritiro immediato del provvedimento o, in subordine, il suo rinvio, per aprire un confronto vero, partecipato e trasparente sul futuro dell’istruzione tecnica nel nostro Paese”.

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