Ascoltare gli studenti

La protesta degli studenti. Ascoltiamoli!

Gli studenti e la loro protesta. Sono preoccupati per il loro futuro

04 novembre 2026 17:19
La protesta degli studenti. Ascoltiamoli! -
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La protesta degli studenti per il loro futuro. Occorre ascoltarli! Intervista ad Angela Verdecchia (portavoce della Rete degli studenti medi)

La protesta degli studenti per il loro futuro. Occorre ascoltarli

La protesta degli studenti per il loro futuro. Senza rischio di essere smentiti, possiamo affermare che la scuola sta pungolando il Governo Meloni. Le proteste sul taglio/riduzione del personale docente e Ata e il no degli studenti sono espressioni di un malessere figlio dell’aula, intesa come ambiente dove la scuola trova la sua ragion d’essere.
Ci soffermeremo sulle proteste studentesche. Esse esprimono il desiderio di rimettere al centro il futuro. Messaggio controcorrente rispetto a un contesto unidimensionale che dopo aver rimosso il passato ha espulso anche il domani percepito come incerto, preoccupante. In questo deserto temporale nel quale ci ha condotto il trionfo della tecnica, resta solo il presente, il disperante qui ed ora.
E’ importante conoscere cosa vogliono, cosa chiedono a noi adulti. Fermarsi alle violenze – sempre da condannare- che una minoranza ha prodotto è miope, poco lungimirante.  E’ in gioco il loro futuro, che coincide con quello del nostro Paese. Gli studenti intervistati hanno dato prova di conoscenza dei problemi, di attenzione e passione per il loro domani. Chiedono di essere ascoltati dagli adulti!

Intervista ad Angela Verdecchia (portavoce della Rete degli studenti medi)

L’intervista ad Angela Verdecchia a La Repubblica di oggi (4 novembre) rappresenta un’occasione per conoscere le ragioni del loro malessere. Netto il dissenso sulle politiche del Governo Meloni che smantella la funzione pubblica della scuola. Il si per una scuola di qualità è una protesta intergenerazionale che unisce studenti e professori. Interessante la risposta sulle classi pollaio, ritenute un residuo da parte del Mnistto Valditara: “Classi con meno studenti e studentesse favoriscono un apprendimento più lineare e accessibile, facilitando anche il lavoro di chi con gli studenti deve
relazionarsi, trasmettendo conoscenze e curando sia la dimensione individuale di ogni alunno con le proprie peculiarità sia quella collettiva della classe“. Importante la richiesta di destinare il 5% del Pil all’istruzione. L’intervista alla studentessa può essere sintetizzato nel perentorio “Non ci fermeremo!”

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