“La scuola che vorrei”: a Cagliari il Tavolo istituzionale contro la segregazione scolastica

Promosso da Asgesa e CSI Cagliari, l’incontro ha riunito istituzioni, scuola e terzo settore per costruire strategie condivise su opportunità, qualità e inclusione educativa

A cura di Diego Palma Diego Palma
21 maggio 2026 11:07
“La scuola che vorrei”: a Cagliari il Tavolo istituzionale contro la segregazione scolastica -
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L’iniziativa, inserita nel progetto selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” attraverso il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, scuola e terzo settore con l’obiettivo di costruire strategie condivise per contrastare isolamento, esclusione e disuguaglianze educative.

Ad aprire i lavori è stata Marinella Arcidiacono, responsabile della comunicazione del progetto “La scuola che vorrei”, che ha illustrato la cornice dell’iniziativa e presentato i numerosi ospiti intervenuti nel corso del pomeriggio. Arcidiacono ha sottolineato la necessità di costruire una rete educativa stabile capace di mettere al centro i bisogni dei minori e delle famiglie, promuovendo una scuola inclusiva e di qualità.

Successivamente è intervenuta Damiana Culeddu, coordinatrice del progetto, che ha delineato obiettivi e prospettive operative del percorso educativo, evidenziando il valore delle reti territoriali, della collaborazione tra istituzioni e delle azioni concrete rivolte agli studenti e alle famiglie.

A seguire Dimitri Pibiri, presidente della cooperativa sociale “La Clessidra”, ente capofila del progetto, ha illustrato le azioni integrate attivate sul territorio per contrastare la segregazione scolastica e promuovere modelli educativi innovativi fondati sull’inclusione sociale e culturale.

I lavori sono stati coordinati dal pedagogista Stefano Pinna per ASGESA e da Luca Sanna, presidente del CSI Cagliari, che hanno guidato il confronto tra i diversi rappresentanti istituzionali e scolastici presenti al tavolo.

Tra gli interventi più significativi quello della dirigente scolastica Elisabeth Piras Trombi Abibatu dell’IC “Satta Spano De Amicis” di Cagliari, che ha raccontato il percorso di trasformazione del proprio istituto, in passato etichettato come “scuola degli stranieri” e interessato da una forte perdita di iscritti. La dirigente ha definito il tavolo “una sorta di brainstorming” utile a condividere risultati raggiunti e obiettivi futuri, soffermandosi sull’importanza del lavoro con le famiglie, del parent training e della prevenzione del bullismo etnico. Ha inoltre evidenziato la necessità di inserire stabilmente pedagogisti e psicologi nelle scuole e di valorizzare l’apprendimento della lingua italiana.

Maria Assunta Scanu, docente dell’istituto e referente del progetto, ha evidenziato il forte impatto delle attività laboratoriali sui bambini e l’importanza di strumenti quali educativa domiciliare, mentoring, peer education, sportello psicologico e scrittura creativa, sottolineando la necessità di costruire reti educative quotidiane e sinergiche con il territorio.

Maria Caterina Argiolas, consigliera del Comune di Monserrato e consigliera metropolitana con delega alla Pubblica Istruzione, ha posto l’attenzione sui cambiamenti demografici e migratori che interessano la Sardegna, richiamando la necessità di intercettare e codificare il disagio sociale e di investire sull’apprendimento linguistico come strumento di integrazione.

Importante anche il contributo di Orsola Apice, garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Città Metropolitana di Cagliari, che ha richiamato la Convenzione sui diritti dell’infanzia e il principio della non discriminazione, evidenziando il valore del dialogo interculturale e del sostegno educativo alle famiglie.

Lisa Valentina Cao, dirigente dell’ICS Monserrato 1-2 “La Marmora”, ha raccontato l’esperienza del proprio istituto nel campo dell’inclusione degli alunni con disabilità e degli studenti di origine Rom, sottolineando l’importanza di costruire un tavolo multidisciplinare con il coinvolgimento anche della politica e delle famiglie.

Fabiana Boscu, assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Monserrato, ha evidenziato la necessità di maggiori investimenti per il mondo della scuola e di nuove modalità di coinvolgimento delle famiglie nei percorsi educativi.

Particolarmente significativo l’intervento di Giampaolo Farci, referente Area Benessere e Legalità presso l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, che ha presentato dati scientifici e statistici della piattaforma ELISA relativi al fenomeno del bullismo etnico e della segregazione interetnica. Farci ha ricordato che il bullismo colpisce il 33% degli studenti con background migratorio e il 36% dei nativi sardi, indicando come strumenti di contrasto la didattica multiculturale, la cura del linguaggio e una diversa organizzazione degli spazi scolastici.

Nel dibattito sono intervenuti anche rappresentanti del terzo settore. Mauro Mou di Cada Die Teatro ha evidenziato il ruolo del teatro e della scuola come luoghi di accoglienza e riconoscimento reciproco, mentre Valeria Ligas, presidente dell’associazione Efys, ha raccontato il successo del laboratorio “Un tè in italiano” e delle attività estive dedicate alle famiglie in contesti inclusivi e multiculturali.

In chiusura Luca Sanna ha sottolineato la necessità di costruire una vera governance territoriale, migliorare la capacità di comunicazione delle scuole e rafforzare la collaborazione con il terzo settore. Tra le prospettive future annunciate figurano l’attivazione del Summer Camp al Poetto e la Summer School prevista il 22, 23 e 24 giugno.

L’incontro si è concluso con una forte convergenza di intenti tra tutti i partecipanti e con l’impegno condiviso a proseguire il lavoro comune per una scuola sempre più inclusiva, aperta e capace di garantire pari opportunità educative a tutti gli studenti.

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