Le Pays du Cognac arriva per la prima volta in italiano
Dedra Edizioni riscopre il capolavoro di Louis Ravaz
A cura di Stefania Damiano e Luigi Manzo, la storica monografia del 1900 dedicata alla terra del Cognac viene proposta al pubblico italiano in una nuova edizione, arricchita da una sezione sulla mixology.
Un viaggio nella terra del Cognac attraverso la scienza, la storia e la cultura del vino. A oltre un secolo dalla sua pubblicazione, Le Pays du Cognac del professor Louis Ravaz arriva per la prima volta in traduzione italiana grazie a Dedra Edizioni, nella collana Grandi Classici.
Pubblicata originariamente nel 1900, l’opera costituisce una preziosa testimonianza sulla Charente e sulla Charente-Maritime, territori francesi indissolubilmente legati alla produzione del Cognac. Ravaz ne racconta la geografia, il clima, i corsi d’acqua e soprattutto la composizione dei terreni, mettendo in relazione le caratteristiche dell’ambiente con quelle della viticoltura locale.
Non si tratta, però, soltanto di un trattato tecnico. Nelle pagine di Ravaz l’osservazione scientifica si accompagna a una scrittura capace di restituire il fascino culturale e simbolico del Cognac. Una dimensione che emerge con particolare forza quando l’autore si rivolge direttamente alla celebre acquavite francese:
«O Cognac, la tua essenza dev’essere di una purezza così eterea… Tu sei il vero sole, l’allegra stella della Francia, che noi imprigioniamo per donarlo alle nostre anime. Tu stesso ravvivi il nostro spirito, e ciò che porti in te è l’anima stessa della Francia: limpida, leggera, delicata.»
Louis Ravaz e la rinascita dei vigneti francesi
Nato nel 1863 e morto nel 1937, Louis Ravaz è stato una delle figure di riferimento della viticoltura francese tra Otto e Novecento. Professore di Viticoltura e direttore della Scuola Nazionale d’Agricoltura di Montpellier, fu anche fondatore e direttore della Stazione Viticola di Cognac.
Il valore storico di Le Pays du Cognac deriva anche dal periodo nel quale fu scritto. L’Europa viticola stava affrontando le conseguenze della fillossera, il parassita che nella seconda metà dell’Ottocento devastò enormi superfici coltivate a vite.
Ravaz racconta quindi un territorio ferito ma capace di reagire. La ricostruzione dei vigneti, resa possibile anche dall’impiego di portainnesti di vite americana, diventa nelle sue pagine una storia di conoscenza scientifica, adattamento e tenacia. Il volume permette così al lettore contemporaneo di osservare quasi dall’interno uno dei momenti decisivi per la nascita della viticoltura europea moderna.
Dalla Grande Champagne alla Petite Champagne
Uno degli aspetti più interessanti dell’opera è l’attenzione riservata al terroir. Ravaz analizza il clima oceanico temperato, l’orografia, i fiumi e la geologia delle diverse aree della regione, mostrando quanto le caratteristiche del terreno siano determinanti per la coltivazione della vite e per la qualità delle acquaviti.
Il lettore viene accompagnato attraverso un paesaggio nel quale natura e attività umana risultano strettamente intrecciate, dalla Grande Champagne alla Petite Champagne e alle altre zone che compongono il territorio del Cognac.
È proprio questa capacità di mettere insieme geografia, geologia, agricoltura e cultura a rendere il testo interessante non soltanto per gli studiosi di enologia, ma anche per sommelier, operatori della ristorazione, appassionati di distillati e lettori interessati alla storia dell’agricoltura europea.
Una nuova edizione tra storia e cultura del cocktail
La prima edizione italiana è curata da Stefania Damiano e Luigi Manzo, che hanno scelto di preservare l’impianto e l’identità del testo originale, affiancandogli però un contenuto pensato per creare un collegamento con la cultura contemporanea del bere miscelato.
Il volume comprende infatti un’appendice dedicata ai cocktail a base di Cognac, curata da Luigi Manzo, autore e studioso del mondo della miscelazione e della ristorazione, già autore di pubblicazioni come Il Libro dei Cocktail Mondiali e La Divina Mistura.
L’inserimento della sezione dedicata alla mixology permette di seguire idealmente il percorso del Cognac dal vigneto e dalle distillerie della Charente fino al bancone del bar contemporaneo. Un prodotto profondamente legato alla propria storia territoriale che, allo stesso tempo, continua a trovare nuove possibilità espressive nella miscelazione internazionale.
Un classico dell’enologia finalmente accessibile ai lettori italiani
Con questa pubblicazione Dedra Edizioni recupera dunque un documento che appartiene alla storia della letteratura vitivinicola europea e lo rende disponibile, per la prima volta in italiano, a un pubblico più ampio.
Le Pays du Cognac può essere letto contemporaneamente come studio scientifico, testimonianza storica e racconto di un territorio. Le descrizioni dei suoli e dei microclimi dialogano con la memoria della crisi fillosserica, mentre l’appendice dedicata ai cocktail proietta la storia della celebre acquavite francese verso il presente.
Ne emerge il ritratto di un territorio che ha costruito la propria identità attraverso il rapporto fra ambiente, conoscenza e lavoro dell’uomo. Ed è forse proprio questa la ragione per cui, a più di centoventicinque anni dalla prima pubblicazione, le pagine di Louis Ravaz conservano ancora oggi il loro interesse.
Il volume
Titolo: Le Pays du Cognac (Grandi Classici)
Autore: Louis Ravaz
A cura di: Stefania Damiano e Luigi Manzo
Editore: Dedra Edizioni
Ambiti: Enologia, storia della viticoltura, saggistica, mixology
Disponibilità: librerie e store online
Contatti stampa: Dedra Edizioni – Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
Email: [email protected]