LEGGE DI BILANCIO 2027 – Pacifico (Anief): basta con le discriminazioni tra lavoro pubblico e privato
Il salario deve essere giusto anche nella PA a iniziare dalla Scuola, perché lo straordinario e gli aumenti non sono detassati?
“È tempo di finirla con le discriminazioni tra il lavoro pubblico e quello privato: il salario deve essere giusto anche nella pubblica amministrazione a iniziare dalla Scuola”. Mette le mani avanti Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel commentare le prime indiscrezioni della ultima manovra della legislatura, dalle quali risulta che sarebbe intenzione del Governo procedere con “la detassazione di rinnovi contratti e premi”. Già in anno fa a Palazzo Chigi in qualità di segretario confederale Cisal, il sindacalista aveva denunciato la disparità di trattamento tra lavoratori privati e pubblici in quella che fu poi la Legge n. 199 del 30 dicembre 2025. Adesso, Pacifico gioca di anticipo rispetto a quanto sta trapelando sulla nuova manovra di fine anno”.
“Prima di pensare di confermare quanto già dato – continua Pacifico - bisogna finanziare le stesse misure per i dipendenti pubblici e soprattutto per i dipendenti della scuola sottopagati rispetto agli altri. Quello che serve è una Flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dal 2027 per redditi inferiori a 40 mila euro, operazioni che farebbe risparmiare da 400 a 800 euro di IRPEF annua, come la detassazione al 15% del lavoro straordinario, ma anche del salario accessorio fino a 1.500 euro. Poi, è evidente che servirebbe un fondo ad hoc che vada ad aggiornare l'indennità integrativa speciale all'inflazione schizzate del 15,2% in più rispetto agli stipendi degli ultimi 15 anni, indennità ferma ai valori del 2003, quando si abolì la scala mobile”.
“Serve un fondo ad hoc – dice sempre il leader dell’Anief - per la valorizzazione del personale scolastico, in modo da iniziare a colmare un gap ormai che ha superato diecimila euro annui rispetto al salario dei dipendenti dei ministeri. Serve, per i dipendenti della scuola, il riconoscimento del lavoro usurante, il burnout, oltre che una finestra per pre-pensionamenti senza penalità. Come servirebbe abolire la trattenuta mensile del 2,5% sul TFR, in ragione del fatto che deve essere interamente a carico del datore di lavoro, e che risulta già essere un terzo in meno del TFS. Serve, per concludere, equità e giustizia verso chi serve silenziosamente lo Stato ogni giorno fuori e dentro le nostre aule”, conclude Pacifico.