Maturità 2026, il sigillo di un altro anno. Il tempo del bilancio, dei grazie e di nuovi inizi
È stata la maturità delle nuove indicazioni operative, della loro prima concreta applicazione, vissuta dall'interno di una commissione composta da professionisti che hanno saputo affrontare ogni momento con equilibrio, competenza e grande senso di respons
Oggi si chiude ufficialmente anche per me l'Esame di Stato 2026. L'ultimo colloquio, il tradizionale sigillo del plico con la ceralacca e quel gesto simbolico che, anno dopo anno, rappresenta molto più della conclusione di una procedura amministrativa: dentro quel plico abbiamo racchiuso un altro anno scolastico, un altro pezzo di strada percorso insieme ai nostri studenti.
È stata la maturità delle nuove indicazioni operative, della loro prima concreta applicazione, vissuta dall'interno di una commissione composta da professionisti che hanno saputo affrontare ogni momento con equilibrio, competenza e grande senso di responsabilità. Ancora una volta ho avuto la fortuna di condividere questa esperienza con colleghi e colleghe che hanno dimostrato quanto il lavoro di squadra sia fondamentale per accompagnare gli studenti verso il traguardo finale del loro percorso di studi e, soprattutto, di crescita personale.
Per me è stata anche la maturità del ritorno. Dopo l'immissione in ruolo a Genova grazie alla procedura della call veloce, questo Esame di Stato ha rappresentato un ritorno a un appuntamento che considero sempre uno dei momenti più significativi della professione docente. Un ritorno vissuto con entusiasmo, consapevolezza e con la serenità di chi continua a credere che l'esame debba essere prima di tutto un'occasione di valorizzazione del percorso degli studenti.
È stata anche la maturità dell'obiettività. Nei giorni scorsi ho affrontato pubblicamente il tema dei compensi dei commissari e dei presidenti, rimasti fermi ormai dal 2007, cercando di farlo con il massimo equilibrio possibile, al di là di ogni appartenenza o posizione personale. Ritengo che raccontare la scuola significhi anche evidenziarne le criticità con serietà e senza pregiudizi, perché solo così si contribuisce realmente al dibattito pubblico.
Ma ogni commissione lascia anche qualcosa che va oltre gli aspetti organizzativi. Anche quest'anno non ho voluto rinunciare alle mie ormai tradizionali "domande marzulliane" al termine dei colloqui. È un piccolo rito personale che negli anni è diventato parte integrante della mia esperienza d'esame. Sono domande che cercano di andare oltre la prestazione, oltre il voto, oltre la tensione dell'ultimo colloquio. Servono a far emergere ciò che spesso i ragazzi custodiscono dentro di sé e che, durante il percorso scolastico, non sempre riescono ad esprimere. Le loro risposte continuano ogni anno a sorprendermi, ricordandomi quanto sia importante ascoltare prima ancora che valutare.
Questo anno scolastico, però, ha avuto per me un significato ancora più profondo. È stato un anno intenso, ricco di sfide e di importanti traguardi personali e professionali. Ho completato il percorso del TFA sostegno con la discussione finale nei primi giorni di giugno, un'esperienza formativa che ha ulteriormente arricchito il mio modo di vivere la scuola e il rapporto con gli studenti.
Sono arrivati anche nuovi incarichi e nuove responsabilità, come la nomina a referente per la Sardegna del PSI, insieme alla scelta di candidarmi alle elezioni comunali della città di Quartu. Esperienze diverse tra loro, ma accomunate dalla volontà di mettersi al servizio della comunità, ciascuna nel proprio ambito.
Tutto questo rende ancora più significativo il momento del bilancio. Perché ogni anno scolastico non è soltanto una successione di lezioni, verifiche, consigli di classe ed esami, ma rappresenta un percorso umano che coinvolge studenti, docenti, dirigenti, personale amministrativo e famiglie.
Un pensiero speciale va alla commissione con cui ho avuto il privilegio di lavorare. Ringrazio il presidente, tutti i commissari e il personale ATA che, spesso lontano dai riflettori, rende possibile ogni fase organizzativa degli Esami di Stato con professionalità, disponibilità e spirito di servizio.
Adesso arriva il tempo del riposo. O forse sarebbe più corretto dire il tempo della riflessione. Per chi vive la scuola con passione non esiste mai un vero interruttore da spegnere. Ci sarà certamente qualche giorno per ricaricare le energie, per mettere ordine tra le idee e programmare i prossimi mesi.
Per me, infatti, l'estate non coincide con una pausa completa. La responsabilità di dirigere La Voce della Scuola non termina con la fine delle attività didattiche. Anzi, continua con ancora maggiore intensità per garantire un'informazione puntuale, costante e aggiornata su tutto ciò che riguarda il mondo della scuola. Accanto a questo ci sarà anche il lavoro dell'associazione, con nuovi progetti e nuove iniziative già in fase di organizzazione.
Si chiude così un altro capitolo. Come ogni anno porto con me i volti, le emozioni, le parole e i silenzi di tanti studenti che da oggi iniziano un nuovo percorso. È forse questo il senso più autentico della maturità: non la conclusione di un cammino, ma l'inizio di un viaggio che ciascuno percorrerà con il proprio bagaglio di esperienze, di sogni e di speranze.
E mentre il plico sigillato con la ceralacca resta custodito negli archivi della scuola, ciò che davvero rimane impresso è tutto quello che nessun verbale potrà mai raccontare: gli sguardi, le emozioni e la consapevolezza di aver accompagnato, ancora una volta, una generazione verso una nuova tappa della propria vita.