MED.E.A University, Roberta Metsola inaugura l'Anno accademico 2025-26 dell'Istituto Internazionale per il Mediterraneo, l'Europa e l’Africa
Una università che nasce per unire le sponde del Mediterraneo, garantendo un'istruzione e un'alta formazione per le giovani generazioni che vogliono rispondere ai bisogni del mondo lavorativo europeo
La Valletta, 5 febbraio - "Dobbiamo smettere di parlare all'Africa e dobbiamo iniziare a parlare con l'Africa", così la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si è rivolta all'ampia platea di rettori universitari, provenienti da 22 Paesi e 5 continenti, che si sono riuniti nel Casino Maltese, a Valletta, per assistere all'inaugurazione dell'Anno Accademico 2025-26 di MED.E.A University, l'Istituto per il Mediterraneo, l'Europa e l'Africa.
Una università che nasce per unire le sponde del Mediterraneo, garantendo un'istruzione e un'alta formazione per le giovani generazioni che vogliono rispondere ai bisogni del mondo lavorativo europeo. Metsola ha evidenziato l'importanza della nascita di un istituto come quello di MED.E.A., ideato e sviluppato dal Presidente e CEO, David Vannozzi. "Il nostro è stato un percorso rigoroso e capace di portarci al riconoscimento da parte della Malta Further and Higher Authority (MFHEA) dello status di università. Ora il nostro obiettivo è servire gli strumenti nel modo migliore possibile", ha spiegato il Presidente nel corso dei saluti, seguito poi da Fabio Vaccarono, Group Executive Chairman di Multiversity.
Il modo in cui l'Europa si interfaccia con l'area del Mediterraneo e quella africana influenza in maniera cruciale anche ciò che accade nel Vecchio Continente. "Il futuro dell'Europa è fortemente interconnesso a cosa accade in Africa e nel Mediterraneo", ha messo in luce Metsola, parlando di un vero e proprio "vicinato allargato" di cui Malta rappresenta un centro ideologico e geografico.
"Lo vedete nei prezzi dell'energia, catene di montaggio, migrazione, sicurezza e lavoro", ha sottolineato la Presidente del Parlamento europeo, chiarendo che le modalità con cui si collabora con questo continente devono essere modificate, al fine di rendere l'Africa un attore di questo processo e non solo uno spettatore.
"Abbiamo bisogno di collaborazioni create sulla fiducia, investimenti e responsabilità condivise", ha continuato, evidenziando come il vettore strategico di MED.E.A. risponda perfettamente a questi bisogni. "Ed è qui che entrate in gioco voi: state studiando, ricercando, insegnando, domandarvi e collaborando oltre i confini nazionali. Voi capite che collaborazioni durevoli è costruita nel tempo con piccoli passi compiuti insieme”.
La formazione e il lavoro diventano i volani per la costruzione di un futuro in cui le diverse sponde del Mediterraneo si uniscono e collaborano insieme per raggiungere obiettivi comuni. Le nuove generazioni avranno un ruolo fondamentale in questo percorso, in quanto "terranno la conversazione aperta, connettendo ricerca e studio alle reali scelte che l'Europa deve affrontare".