Milano Cortina 2026, l’eredità oltre i Giochi

Accessibilità, infrastrutture e turismo sostenibile: il modello nato dai Giochi punta a durare nel tempo.

20 ottobre 2026 19:21
Milano Cortina 2026, l’eredità oltre i Giochi -
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Dal convegno dell’Università LUMSA emerge una sfida comune: trasformare l’esperienza olimpica e paralimpica in opportunità durature per territori, residenti e visitatori. Che cosa resta quando si spengono i riflettori su Milano Cortina 2026? Oltre alle medaglie e alle emozioni sportive, i Giochi lasciano infrastrutture, competenze e un nuovo metodo di collaborazione. È la legacy discussa al convegno “Olimpiadi e Paralimpiadi, una legacy per un turismo sostenibile”, organizzato dall’Università LUMSA con Fondazione Cortina e il patrocinio del Ministero del Turismo e del Comune di Cortina d’Ampezzo.

Una prospettiva oltre l’evento

Ad aprire i lavori il prof. Francesco Bonini, rettore dell’Università LUMSA, che ha sottolineato il senso dell’iniziativa: «Questo è un momento di università, cioè un momento in cui l'Università, insieme con importanti istituzioni del nostro Paese, si confronta su tematiche di particolare rilievo. Per questo è molto importante che questo evento sia stato organizzato con la Fondazione Cortina e che siano presenti le autorità dello Stato. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi, proprio per il loro significato morale, oltre che sportivo e culturale, non sono soltanto un grande evento, sono un dato strutturale anche dal punto di vista culturale e quindi credo che sia molto importante avere questa visione prospettica affinché il bilancio sia anche un rilancio e ci renda tutti quanti più ricchi, cioè ci dia una lezione. Del resto, noi siamo qui all’Università LUMSA dove gli studenti imparano a dire qualcosa di nuovo e di migliore per la società di oggi».

Turismo accessibile e sostenibile

Nel corso del suo intervento il professor Bonini ha anche letto il messaggio inviato dal Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi: «Milano Cortina è la grande sfida vinta dal Sistema Italia. Ma il vero successo è la legacy: infrastrutture più moderne, territori più accessibili e sostenibili, comunità più forti. L’abbattimento delle barriere architettoniche, eredità preziosa delle paralimpiadi, e un nuovo modello di turismo sostenibile per valorizzare i territori sono il segno più concreto di come un grande evento sportivo possa migliorare la vita quotidiana delle persone. Il nostro impegno è trasformare l’emozione dei giochi in opportunità durature per il Paese, costruendo insieme un turismo più inclusivo, responsabile e competitivo».

Cortina guarda ai giovani

Dopo è stata la volta del “padrone di casa” delle Olimpiadi, il sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianluca Lorenzi: «Un ringraziamento speciale va alle forze dell’ordine per quello che hanno fatto durante i Giochi, che non avrebbero avuto tutto questo successo, se dietro non ci fosse stato un sistema di sicurezza tale da permetterci di fare un evento di eccellenza. Sono stati cinque anni di grandissimo lavoro, ma nessuno si aspettava una manifestazione così eccezionale. Abbiamo seminato, adesso bisogna far sì che queste piante crescano e diano un raccolto. Cortina ha puntato sulle Olimpiadi e Paralimpiadi per cercare di dare una destagionalizzazione al turismo e creare all'interno della comunità un nuovo know-how, lo testimonia l'ottimo lavoro fatto da Fondazione Cortina, ma soprattutto abbiamo accettato una grande sfida che riguarda il futuro di Cortina, il futuro dello sport, il futuro di quello che ci aspettiamo per i nostri giovani. Noi dobbiamo dare nuove opportunità a un sistema turistico che sicuramente va svecchiato, e questi Giochi sono la dimostrazione che le cose si possono fare. Abbiamo fatto un grande lavoro che però è un inizio. Dobbiamo proseguire su questa strada perché le aspettative sono tante, ma soprattutto perché dobbiamo dare certezze e opportunità ai nostri giovani. Siamo dentro una sede universitaria nella quale molti studenti si stanno formando, magari proprio nel settore turistico. Noi contiamo su di loro perché sono il futuro di questa Nazione».

Dallo “sport per tutti” al “turismo per tutti”

Per Giuseppe Fasiol, commissario straordinario del governo per l’organizzazione e lo svolgimento delle Paralimpiadi 2026, i Giochi hanno dimostrato come il principio dell’International Paralympic Committee, ‘Lo sport per tutti’ si sia trasformato in ‘turismo per tutti’: «Nelle località che sono state interessate dalle Olimpiadi e dalle Paralimpiadi, Cortina in primo luogo, la Valtellina, la Val di Fiemme c’è stata un’importante accelerazione per un turismo più sostenibile. Certo, ci sono ancora tantissime cose da fare perché in tema di disabilità l'asticella va sempre alzata e ogni grande evento deve contribuire ad arrivare a livelli sempre più alti. Quello che mi ha dato più soddisfazione è stato il modello organizzativo che abbiamo messo in piedi, all'inizio non era per nulla scontato, che ha consentito a molte amministrazioni pubbliche di lavorare assieme a soggetti privati per raggiungere quel livello di partecipazione di accessibilità e inclusione che tutto il mondo penso ci abbia riconosciuto in occasione delle Paralimpiadi. Non dipende da noi, ma come Paese abbiamo dimostrato di poter organizzare un’altra Olimpiade e Paralimpiade».

La sicurezza come patrimonio

Il prefetto Diego Parente, capo della segreteria del dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha ricordato l’impegno decisivo delle forze dell’ordine:

«Il nostro obiettivo era quello di garantire un evento in sicurezza, fronteggiando tutte le difficoltà e le insidie che i Giochi presentavano. Fortunatamente la cornice di sicurezza è stata massima, sia nell'efficienza, sia nel garantire la libera fruizione degli spazi ai cittadini, agli spettatori e ai turisti. Possiamo quindi dire che anche noi abbiamo contribuito al successo di queste Olimpiadi, un successo di sicurezza, pubblico e infrastrutture. Oltre alla tecnologia impiegata, che è rimasta in dotazione ai territori, dal punto di vista delle risorse umane abbiamo impegnato oltre 6000 persone di rinforzo di cui 800 solo nella provincia di Belluno. I Giochi olimpici ci hanno confermato che siamo un Paese in cui le forze di polizia sono efficienti, molto equilibrate e in grado di agire in modo coordinato. Tutto questo ci consente di garantire sempre e comunque una cornice di sicurezza e di fronteggiare in maniera sempre molto equilibrata tutte le emergenze che si manifestano giornalmente». Tra gli ospiti in sala il Questore di Roma, Roberto Massucci, che è stato invitato a prendere la parola:

«Le Olimpiadi sono uniche tra i grandi eventi per la capacità di trasformare i territori. Nella mia esperienza internazionale ho visto Paesi spendere ingenti risorse a beneficio di pochi, lasciando soltanto debiti. I Giochi, invece, possono produrre effetti economici, sociali e di sicurezza duraturi. Per questo è importante che l’università offra ai giovani l’occasione di studiarne e confrontarne i modelli organizzativi».

Infrastrutture e metodo di lavoro

Giuseppe Pecoraro, presidente di ANAS, ha rimarcato l’importanza del metodo di lavoro applicato e l’eredità per le generazioni future:

«Milano Cortina 2026 ha dimostrato che il sistema Paese, quando opera con una visione condivisa, è in grado di affrontare sfide complesse e di raggiungere risultati importanti. Le Olimpiadi hanno lasciato in eredità un metodo. Un metodo fondato sulla collaborazione tra istituzioni, amministrazioni, imprese, università e comunità locali. E una maggiore consapevolezza dell'importanza della pianificazione e dell'innovazione. Una eredità che riguarda in modo particolare i giovani. Perché tutte le infrastrutture che abbiamo realizzato non appartengono soltanto alla nostra generazione, ma soprattutto a quelle future. Le strade che costruiamo oggi saranno percorse dai giovani che oggi siedono nelle aule universitarie e dai loro figli. I ponti, le gallerie e i sistemi intelligenti che realizziamo oggi continueranno a produrre benefici per molti decenni. Per questo motivo la responsabilità di chi progetta e realizza infrastrutture pubbliche è enorme».

La continuità dopo i Giochi

Le conclusioni sono state affidate a Stefano Longo, presidente della Fondazione Cortina:

«La vera legacy di Milano Cortina 2026 si misura nella capacità di dare continuità all’esperienza dei Giochi, trasformandola in un valore concreto per i territori e per le persone che li vivono. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi sono state una sfida organizzativa importante, ma anche un’occasione per mettere a sistema competenze e professionalità. Fondazione Cortina ha svolto un importante ruolo operativo durante i Giochi, mettendo a disposizione del Comitato organizzatore le proprie competenze e il lavoro di tante persone del territorio. Oggi quella stessa esperienza rappresenta una base da cui ripartire: siamo impegnati nella gestione dei prossimi eventi sportivi, a cominciare dal rinomato appuntamento con la Coppa del Mondo di sci alpino femminile, con l’obiettivo che Cortina continui a essere un punto di riferimento per lo sport internazionale.

La sfida, ha concluso Longo, è fare in modo che l’eredità olimpica e paralimpica non resti legata a un singolo evento. Servizi di qualità, accessibilità, tutela dell’ambiente ed equilibrio tra visitatori e residenti dovranno diventare le basi di un’opportunità di lungo periodo per i territori.

Il convegno, organizzato dall’Università LUMSA con Fondazione Cortina, è stato moderato da Guglielmo Fiori.

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