Mobilità: contratto diverso per docenti e ATA
Le trattative tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e i sindacati per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità del personale scolastico per il triennio 2025-202...
Le trattative tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e i sindacati per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità del personale scolastico per il triennio 2025-2028 portano diverse novità. Con l’obiettivo di concludere i lavori entro novembre, le parti hanno discusso di significativi aggiornamenti normativi e benefici per i docenti e il personale ATA, con un focus particolare su nuove disposizioni per le unioni civili, le convivenze di fatto e i diritti di assistenza legati alla legge 104. La prossima riunione è prevista per il 30 ottobre, e si spera di arrivare a un’intesa definitiva.
La separazione normativa tra docenti e personale ATA
Una delle principali novità delle trattative è la separazione normativa tra il personale docente e ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario). Finora, infatti, la mobilità scolastica ha seguito regole unitarie, che non sempre tenevano conto delle specifiche esigenze e peculiarità dei due ruoli. Questo cambiamento rappresenta un passo importante verso la personalizzazione e la maggiore efficacia delle disposizioni contrattuali, adattandole alle diverse necessità operative dei due gruppi.
Per i docenti, le questioni principali riguardano i trasferimenti in base alle esigenze di continuità didattica e alle disponibilità di posti nelle varie regioni. Per il personale ATA, invece, si tiene conto delle specifiche esigenze legate alla gestione amministrativa e tecnica delle scuole, con l’obiettivo di facilitare la copertura delle posizioni in base alle priorità logistiche e operative di ogni istituto.
Unioni civili e convivenze di fatto: nuovi diritti di mobilità
Un’altra novità rilevante è l’estensione dei benefici di mobilità alle coppie in unione civile e ai conviventi di fatto. Fino a oggi, i diritti di trasferimento erano prevalentemente legati al matrimonio, escludendo altre forme di unione che, con le nuove disposizioni, saranno considerate a tutti gli effetti per richiedere trasferimenti. Questo aggiornamento risponde a un’esigenza crescente di riconoscimento delle diverse forme di famiglia, assicurando che tutti i lavoratori del comparto scolastico possano usufruire di uguali diritti e opportunità in relazione alle proprie situazioni personali.
Legge 104: più tutele per l’assistenza ai familiari disabili
Sul fronte dell’assistenza ai familiari disabili, si amplia l’applicazione della legge 104/1992. In particolare, i lavoratori della scuola potranno richiedere trasferimenti in base alle esigenze di assistenza per familiari con disabilità, garantendo così una maggiore tutela e sostegno. Questa estensione rappresenta un passo importante verso un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata, permettendo al personale scolastico di gestire le proprie responsabilità familiari senza rinunciare alle opportunità professionali.
Vincoli di sede: trattative ancora in corso
Una questione ancora in fase di negoziazione è quella dei vincoli di sede. Al momento, esistono restrizioni che obbligano il personale scolastico a rimanere in una sede per un periodo minimo, limitando la possibilità di trasferimento per alcuni anni. La discussione tra il Ministero e i sindacati mira a ridurre questi vincoli o a rendere più flessibili le regole, rispondendo alle richieste di maggiore libertà e adattabilità da parte del personale. La decisione finale su questo punto è attesa con particolare interesse, poiché avrà un impatto significativo su coloro che intendono trasferirsi per motivi personali o familiari.
Un contratto in evoluzione verso la flessibilità
Il rinnovo del contratto di mobilità per il triennio 2025-2028 sembra puntare verso una maggiore flessibilità e adattamento alle esigenze del personale scolastico. La separazione normativa per docenti e ATA, l’introduzione di nuove disposizioni per le unioni civili e le convivenze di fatto, e l’estensione delle tutele per l’assistenza ai familiari disabili rispondono a una richiesta di modernizzazione del settore. La speranza è che queste modifiche possano offrire un ambiente lavorativo più inclusivo e flessibile, allineato alle diverse necessità e realtà dei dipendenti della scuola.