Occupazioni studentesche: il CNDDU chiede confronto

Proposti gli Stati Generali della Scuola per trasformare le proteste in impegni concreti e verificabili

20 ottobre 2026 16:04
Occupazioni studentesche: il CNDDU chiede confronto -
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Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina “Diritti Umani” (CNDDU) richiama l’attenzione sul moltiplicarsi delle occupazioni studentesche in numerosi istituti italiani, da Roma a Firenze, da Torino a Bologna e Cosenza, e propone l’avvio di una Conferenza nazionale degli Stati Generali della Scuola. Le criticità denunciate dagli studenti in materia di edilizia, finanziamenti e organizzazione scolastica richiedono risposte concrete. Tuttavia, secondo il CNDDU, non possono giustificare modalità di protesta che interrompono le attività didattiche e producono conseguenze anche per chi non condivide le iniziative.

«Il dissenso è una componente significativa della partecipazione studentesca, ma deve esprimersi nel rispetto del pluralismo, delle regole e della continuità dell’insegnamento», dichiara il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento. «La scuola non può diventare uno spazio in cui una parte della comunità impone all’altra le proprie modalità di contestazione, né un terreno di confronto ideologico che sovrasti la sua funzione formativa». Il Coordinamento invita inoltre a non sottovalutare il rischio che rivendicazioni nate da problemi reali vengano assorbite da dinamiche di radicalizzazione ideologica o strumentalizzazione politica. Senza attribuire responsabilità o intenzioni non accertate, eventuali condizionamenti estremisti potrebbero compromettere la credibilità delle proteste e allontanare il confronto dalle esigenze concrete della scuola. In questo quadro, il DPR 249/1998 resta un riferimento essenziale per la responsabilità individuale e la partecipazione consapevole.

La Conferenza nazionale proposta dal CNDDU dovrebbe coinvolgere rappresentanze studentesche, docenti, dirigenti scolastici, famiglie e amministrazioni competenti. Un confronto unitario, pubblico e istituzionalmente riconosciuto permetterebbe di individuare priorità realistiche e impegni verificabili, superando la frammentazione delle proteste. «Non si tratta di ridimensionare la voce degli studenti, ma di restituirle autorevolezza attraverso strumenti capaci di trasformare le rivendicazioni in proposte concrete», conclude Pesavento. «La scuola ha bisogno di un confronto nazionale serio e di una risposta duratura, non della sola gestione dell’emergenza».

prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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