Ocse PISA: deficit nel pensiero creativo per la scuola italiana. Male gli istituti professionali

Secondo l’indagine Ocse Pisa 2022 sul pensiero creativo, gli studenti italiani, con un punteggio medio di 31 su 60, risultano sotto la media dei paesi Ocse, che si attesta a 33 punti. I migliori risul...

A cura di Redazione Redazione
10 ottobre 2024 22:00
Ocse PISA: deficit nel pensiero creativo per la scuola italiana. Male gli istituti professionali -
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Secondo l’indagine Ocse Pisa 2022 sul pensiero creativo, gli studenti italiani, con un punteggio medio di 31 su 60, risultano sotto la media dei paesi Ocse, che si attesta a 33 punti. I migliori risultati nel pensiero creativo a livello globale sono stati registrati in Singapore, Corea, Canada, e Australia, mentre in Europa i paesi più performanti sono stati Estonia, Finlandia, e Danimarca.

Un punto cruciale dell’indagine è la significativa differenza tra gli studenti dei licei, che hanno una media di 34 punti, e quelli degli istituti professionali e centri di formazione professionale, che si fermano a 24 punti. Questo divario di 10 punti riflette il fatto che gli istituti dedicati alla formazione lavorativa tendono a penalizzare lo sviluppo del pensiero creativo rispetto ai licei, più orientati verso una formazione teorica e critica.

Risultati italiani e le implicazioni della creatività

Nonostante il deficit, il 76% degli studenti italiani ha raggiunto almeno un livello base di competenza creativa, dimostrando la capacità di generare idee appropriate e di risolvere problemi da semplici a moderatamente complessi. Il 22% degli studenti ha raggiunto i livelli 5 o 6, i più alti. Tuttavia, gli studenti che eccellono nel pensiero creativo tendono a ottenere buoni risultati anche nelle discipline tradizionali come Matematica, Lettura e Scienze.

Le differenze e il ruolo chiave degli insegnanti

La ricerca ha rilevato una correlazione tra il pensiero creativo e i risultati in Matematica, con un indice di correlazione pari a 0,64. Le differenze di genere mostrano che le ragazze hanno ottenuto risultati leggermente superiori rispetto ai ragazzi nel pensiero creativo.

Secondo Laura Palmerio, responsabile dell’Area Indagini internazionali Invalsi, il pensiero creativo non è un talento innato, ma una competenza che può essere sviluppata e insegnata. Gli insegnanti, ha spiegato Palmerio, giocano un ruolo chiave nel favorire questo sviluppo, mentre il presidente Invalsi, Roberto Ricci, ha sottolineato come la didattica in Italia debba adattarsi per integrare maggiormente l’elemento creativo nel percorso formativo.

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