Personale ATA, la colonna invisibile della scuola

Aumentano le responsabilità, ma il riconoscimento resta insufficiente!

02 agosto 2026 11:03
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Pillole di CCNL

Personale ATA, la colonna invisibile della scuola: aumentano le responsabilità, ma il riconoscimento resta insufficiente!

a cura di Fania Gerardo

C’è una parte della scuola italiana che ogni giorno lavora lontano dai riflettori, ma senza la quale il sistema scolastico semplicemente non potrebbe funzionare: è il personale ATA.

Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici e DSGA rappresentano una componente fondamentale della comunità scolastica. Sono loro a garantire l’apertura degli istituti, la vigilanza e la sicurezza degli studenti, la gestione delle segreterie, il supporto alla didattica nei laboratori, l’organizzazione amministrativa e una lunga serie di attività indispensabili per il corretto svolgimento della vita scolastica.

Eppure, a fronte di un ruolo sempre più complesso, continua a emergere una profonda distanza tra responsabilità richieste e riconoscimento ricevuto.

Negli ultimi anni il lavoro del personale ATA è cambiato profondamente. La scuola è diventata più articolata, le procedure amministrative si sono moltiplicate, la digitalizzazione ha introdotto nuove competenze e gli adempimenti sono aumentati.

Agli assistenti amministrativi viene richiesto di gestire pratiche sempre più complesse; agli assistenti tecnici competenze specialistiche in continua evoluzione; ai collaboratori scolastici compiti che vanno ben oltre la semplice sorveglianza degli ambienti; ai DSGA responsabilità organizzative e gestionali sempre più rilevanti.

A questa crescita delle funzioni, però, non è sempre corrisposto un adeguato riconoscimento economico e professionale.

Uno dei problemi più evidenti riguarda la carenza di personale. In molte scuole il numero degli addetti non risponde alle reali necessità degli istituti, costringendo chi è in servizio a sostenere carichi di lavoro aggiuntivi.

Copertura delle assenze, aumento degli adempimenti, maggiori responsabilità e tempi sempre più stretti sono diventati elementi quotidiani della vita lavorativa del personale ATA.

Una situazione che rischia di trasformare la disponibilità e il senso di responsabilità dei lavoratori in una soluzione permanente alle difficoltà organizzative del sistema.

Il tema economico resta centrale. Gli stipendi del personale ATA vengono considerati da molti lavoratori non adeguati rispetto alle competenze richieste, alle responsabilità assunte e all’aumento del costo della vita.

Non può bastare una politica fatta di interventi limitati o misure temporanee. Serve una scelta strutturale che riconosca il valore di queste professionalità attraverso retribuzioni più dignitose, percorsi di crescita e una reale valorizzazione delle funzioni svolte.

Quando si parla di qualità della scuola, il dibattito spesso si concentra sulla didattica e sul ruolo dei docenti. Un’attenzione necessaria, ma che non deve far dimenticare che una scuola funziona solo grazie al contributo di tutte le sue componenti.

Il personale ATA non è un elemento secondario dell’organizzazione scolastica: è una delle sue colonne portanti.

Riconoscere il valore di questi lavoratori significa investire nella scuola pubblica, nella sua efficienza e nella sua capacità di rispondere alle esigenze degli studenti e delle famiglie.

La sfida del futuro sarà superare l’idea di un personale “invisibile” e costruire finalmente un modello in cui responsabilità, professionalità e riconoscimento camminino nella stessa direzione.

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