PILLOLE DI CCNI| Cuore nascosto della scuola: storie e dignità del personale ATA

a cura di Fania Gerardo

11 aprile 2026 16:36
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C’è una parte della scuola che non finisce mai nei titoli dei giornali, che non sale in cattedra e non assegna voti, ma senza la quale tutto si fermerebbe. È il personale ATA: assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Donne e uomini che ogni giorno aprono i cancelli prima dell’alba e li richiudono quando ormai le aule sono vuote, custodendo non solo edifici, ma vite, storie, fragilità.

Sono i primi sorrisi che accolgono gli studenti al mattino e spesso gli ultimi saluti prima di tornare a casa. Conoscono i nomi, riconoscono gli sguardi, intuiscono i silenzi. Sanno quando un ragazzo ha bisogno di una parola gentile, anche se nessuno glielo ha chiesto.

Nei corridoi lucidati con cura, tra documenti, registri e laboratori, il loro lavoro è costante, preciso e indispensabile.

L’assistente amministrativo sempre più oberato da mille incombenze lavorative che si districa nella complessità della burocrazia scolastica, garantendo diritti e servizi. Il tecnico che prepara strumenti e spazi perché la didattica possa prendere vita e così realizzarsi nel suo quotidiano, il collaboratore scolastico che vigila, aiuta, pulisce e protegge.

Tutti parte di un ingranaggio che non si vede, ma che tiene in piedi l’intero sistema.

Eppure, troppo spesso, il loro impegno resta nell’ombra. Invisibili quando tutto funziona, ricordati solo quando qualcosa si inceppa. Ma è proprio nella quotidianità silenziosa che si misura la grandezza del loro contributo.

Durante le difficoltà, nelle emergenze, nei momenti più complessi, il personale ATA c’è sempre stato. Con senso del dovere, con umanità, con una dedizione che va ben oltre il contratto. Hanno garantito sicurezza, continuità, presenza. Hanno fatto molto più di quanto fosse loro richiesto.

Raccontare la scuola senza raccontare loro è raccontare solo metà della verità.

Questo articolo è un piccolo gesto per accendere una luce su chi lavora lontano dai riflettori, ma vicino alle persone. Perché la scuola non è fatta solo di lezioni e programmi, ma di relazioni, cura e attenzione. E il personale ATA ne è una colonna portante.

A loro va un grazie sincero, profondo.

Per ogni porta aperta, per ogni problema risolto, per ogni gesto discreto che fa sentire qualcuno al sicuro. Perché educare non è solo insegnare: è anche prendersi cura. E loro, ogni giorno, lo fanno, una garanzia eterna.

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