Ponticelli, la scuola torna a casa: vince la protesta delle famiglie e dei docenti

Dopo mesi di disagi e proteste, gli alunni del “De Filippo” entrano nell’edificio ristrutturato con fondi Pnrr rimasto inutilizzato

A cura di Redazione Redazione
15 gennaio 2026 21:51
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A Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, una battaglia di civiltà si è conclusa con una vittoria che ha il sapore del riscatto. Gli alunni dell’Istituto comprensivo 88° circolo “Eduardo De Filippo”, chiuso dal 19 dicembre per gravi carenze igienico-sanitarie, potranno finalmente tornare a fare scuola in un edificio adeguato, sicuro e già ristrutturato grazie ai fondi del PNRR.

La vecchia sede nel rione Conocal era stata dichiarata di fatto inagibile: bagni impraticabili, impianto fognario compromesso, continui interventi tampone incapaci di risolvere una situazione ormai insostenibile. La decisione della dirigente scolastica, Concetta Stramacchia, di sospendere le lezioni in presenza ha acceso i riflettori su un paradosso: a pochi metri dalla scuola chiusa, esisteva un immobile “gemello”, completamente ristrutturato con risorse pubbliche, ma lasciato inspiegabilmente vuoto e inutilizzato.

Da qui è partita la mobilitazione. Prima le lettere dei docenti indirizzate al ministro Valditara, poi i sit-in delle mamme davanti al Comune e infine l’occupazione simbolica dell’edificio nuovo. Una protesta pacifica ma determinata, che ha messo in luce un problema ben più ampio: la distanza tra gli investimenti pubblici e il loro reale utilizzo a beneficio delle comunità.

La svolta è arrivata grazie all’intervento dell’assessora comunale all’Istruzione Maura Striano, della dirigente scolastica e del direttore generale del Comune di Napoli. È stata individuata una soluzione temporanea ma concreta: circa 280 alunni di scuola primaria e secondaria di primo grado potranno trasferirsi nell’edificio attiguo, almeno fino alla fine dell’anno scolastico. Nel frattempo, sono previsti ulteriori interventi di riqualificazione che consentiranno, dal prossimo anno, il pieno utilizzo della struttura.

La vicenda di Ponticelli racconta una storia che va oltre i confini del quartiere. È la dimostrazione che la partecipazione attiva di famiglie e docenti può incidere sulle scelte amministrative e trasformare un diritto negato in una conquista reale. Ma è anche un monito: i fondi del PNRR, pensati per modernizzare e rendere più sicure le scuole, non possono restare intrappolati nella burocrazia o in scelte opache. Perché una scuola chiusa, quando esiste già un edificio pronto ad accogliere gli studenti, non è solo un disservizio: è una ferita al diritto allo studio.

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