Precari nella scuola: La storia di Luisa Dolmetti tra malattia e incertezza contrattuale
Precari nella scuola: La storia di Luisa Dolmetti tra malattia e incertezza contrattuale
14 gennaio 2025 – Una collaboratrice scolastica precaria racconta la sua difficile situazione, evidenziando le problematiche legate alla precarietà lavorativa nel settore educativo italiano.
Luisa Dolmetti, collaboratrice scolastica in prima fascia, ha deciso di condividere la sua storia per denunciare le condizioni precarie in cui si trovano molti lavoratori del settore educativo. Non è la prima volta che si rivolge alla redazione, ma questa volta si sente particolarmente indignata per la mancanza di rispetto e tutela nei confronti dei collaboratori precari.
Un contratto instabile
Dal novembre scorso, Luisa lavora nella stessa scuola, nonostante la sua posizione precaria e l’assenza di un contratto annuale, come dovrebbe essere per chi è in prima fascia. Questa situazione la costringe a operare in un contesto di incertezza continua, senza la sicurezza di poter proseguire la propria attività oltre la scadenza contrattuale prevista per il 15 gennaio.
Malattia e mancanza di supporto
Durante la pausa natalizia, nonostante fosse in malattia, Luisa è stata costretta a tornare al lavoro. Questo impegno ha peggiorato la sua condizione di salute, portandola a sviluppare una bronchite con infezione al polso sinistro. Nonostante le numerose visite mediche e certificati che attestano la sua malattia, la scuola ha deciso di non prorogare il suo contratto, giustificando la decisione con lo stato di malattia.
Il silenzio del sindacato
Nel tentativo di trovare supporto, Luisa si è rivolta al sindacato, che purtroppo le ha confermato che la scuola ha il diritto di non rinnovare il contratto in caso di malattia. Questa risposta ha ulteriormente alimentato il suo senso di ingiustizia, facendola sentire discriminata rispetto ai colleghi di ruolo.
Una vita sotto pressione
Luisa si chiede se i collaboratori precari, che spesso dipendono dall’elemosina di un contratto stabile, hanno davvero il diritto di ammalarsi senza temere per il proprio posto di lavoro. Con due bambini a casa, la prospettiva di una polmonite rappresenta un rischio non solo per la sua salute, ma anche per il benessere della sua famiglia.
Problemi retributivi
Oltre alle difficoltà contrattuali e sanitarie, Luisa segnala anche problemi nel percepire i compensi dovuti. Dal metà ottobre ad oggi, nonostante abbia lavorato in diverse scuole, dovrebbe ancora ricevere un euro, un dettaglio che sottolinea ulteriormente la precarietà e la mancanza di rispetto verso i collaboratori scolastici.
Un appello alla solidarietà
Concludendo la sua testimonianza, Luisa esprime la volontà di lasciare il paese, consapevole delle poche prospettive di miglioramento, e chiede alla redazione di pubblicare la sua storia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà affrontate dai precari nel sistema scolastico italiano.
Riflessioni finali
La vicenda di Luisa Dolmetti mette in luce una problematica diffusa nel settore educativo: la mancanza di stabilità contrattuale e di tutela per i collaboratori precari. È un richiamo urgente a rivedere le politiche occupazionali e a garantire condizioni di lavoro dignitose per tutti coloro che contribuiscono all’educazione delle future generazioni.
Questo articolo è stato ispirato dalla testimonianza inviata da una nostra lettrice, Dolmetti Luisa, e mira a dare voce alle difficoltà quotidiane affrontate dai lavoratori precari nelle scuole italiane.
Salve, sono Dolmetti Luisa non è la prima volta che scrivo alla vostra redazione ma questa volta penso di essere davvero INDIGNATA da quello che mi sta succedendo. Io collaboratrice scolastica precaria in prima fascia non solo non ho un contratto annuale come dovrebbe essere per chi è in prima fascia attualmente da Novembre sto lavorando nella stessa scuola su una malattia che mi è stato detto durerà fino alla fine dell’anno scolastico, detto ciò durante la pausa natalizia scendo comunque a lavorare e mi ammalo in quanto noi collaboratori siamo lasciati al freddo e al gelo durante questo periodo. Inizio a stare male inizio a curarmi ma continuo a non stare bene, d’urgenza mi viene chiesta una radiografia bronchite con infezione al polmone sinistro continuo a curarmi ma continuo a stare male quindi rimando un altro certificato questa settimana ma avendo scadenza di contratto il 15 Gennaio mi viene detto che non mi sarà fatta la proroga perché in malattia, contatto il sindacato che purtroppo mi conferma che la scuola può farlo. Mi chiedo noi precari che elemosiniamo un contratto non abbiamo il diritto di ammalarci forse la nostra salute la nostra persona vale meno dei colleghi di ruolo? Io con una bronchite seria sarei dovuta ritornare a scuola per rischiare una polmonite con due bambini a casa dovrei essere così incosciente da mettere la mia salute in secondo piano trovo davvero VERGOGNOSO chi ad oggi io debba perdere il lavoro perché a casa con la bronchite!!!! Cosa che posso dimostrare anche con referti medici GRAZIE STATO ITALIANO!!!
Ci tengo anche a precisare che da metà Ottobre ad oggi che ho lavorato non sempre nella stessa scuola ancora devo percepire 1€ poi non chiedetevi perché si scappa da questo paese CONSAPEVOLE CHE SERVIRÀ A BEN POCO vi sarei grata di pubblicare come avete sempre fatto. Grazie
Per ulteriori informazioni o per condividere esperienze simili, è possibile contattare la redazione o rivolgersi ai sindacati competenti.