Riduzione organico docenti 2026/2027. DirigentiScuola chiede di far partecipare i DS al tavolo

Per DirigentiScuola i tagli agli organici sono un problema sistemico: le trattative al MIM non possono ignorare chi gestisce le ricadute nelle scuole ogni giorno.

04 maggio 2026 18:24
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La riduzione dei posti in organico prevista per l'anno scolastico 2026/2027 dalla Nota ministeriale n. 164 del 16 aprile non è una questione che riguarda soltanto i docenti ma un problema sistemico, che investe l'intera organizzazione scolastica. A dirlo sono i dirigenti scolastici di DirigentiScuola, che hanno scritto al Ministero dell'Istruzione e del Merito chiedendo di essere convocati per un confronto sugli organici dei docenti.

Un tavolo incompleto

Spiega il sindacato dei DS che, quando il MIM si siede a discutere di organici, lo fa esclusivamente con i sindacati del comparto docenti e ATA. I rappresentanti dell'Area istruzione — quelli che tutelano i dirigenti scolastici — restano fuori dalla porta. Il risultato è un dibattito strutturalmente monco: si discute di posti di lavoro, ma non dell'impatto che quei tagli producono sull'organizzazione complessiva delle scuole.

Ridurre i posti in organico non significa soltanto spostare qualche unità di personale, significa costringere i dirigenti a riscrivere il Piano Triennale dell'Offerta Formativa, a rimettere mano ad assetti didattici già programmati, a fare scelte difficili con risorse progressivamente più strette. «Ne deriva una gestione sempre più complessa, caratterizzata dalla necessità di operare scelte difficili in condizioni di risorse progressivamente ridotte, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell'offerta formativa», si legge nella lettera inviata al MIM.

Il problema delle deroghe

Tra le misure più criticate c'è la riduzione delle classi autorizzate in deroga, finora riconosciute in presenza di condizioni particolari: comuni montani e insulari, zone a rischio spopolamento, territori ad alta dispersione scolastica. «Si tratta di criticità strutturali e persistenti», denuncia DirigentiScuola, «che non possono considerarsi superate nel giro di un solo anno scolastico». Tagliarle senza un confronto approfondito con chi conosce quelle realtà dall'interno significa ignorare la complessità del sistema.

"L'impatto è sistemico"

«Non è un tema che interessa esclusivamente i rappresentanti del comparto, ma anche le sigle di Area. L'impatto di questi provvedimenti è sistemico», afferma il presidente nazionale Attilio Fratta. Un confronto specifico con i sindacati dell'Area istruzione consentirebbe, secondo Fratta, di affrontare la questione «con una visione più ampia e strategica, orientata non solo alla gestione del personale ma alla sostenibilità complessiva del sistema scolastico nazionale».

La richiesta di DirigentiScuola è dunque precisa: un incontro dedicato al MIM, che porti al tavolo anche chi — i dirigenti scolastici — vive in prima persona le ricadute organizzative delle politiche sugli organici. Non una richiesta di potere negoziale, ma di ascolto perché le decisioni sugli organici non possono prescindere da chi ne gestisce le conseguenze.

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