Riforma degli istituti tecnici, ANIEF: meno ore alle discipline fondamentali, rischio precarizzazione degli organici e riforma senza risorse
La riforma degli istituti tecnici presenta numerose criticità che destano forte preoccupazione nel sindacato ANIEF
Il sindacato chiede al Ministero dell'Istruzione e del Merito di aprire subito un confronto: “Non si può parlare di innovazione senza investimenti e senza tutele per il personale. Così si rischia di indebolire la formazione degli studenti e destabilizzare l’organizzazione delle scuole”.
La riforma degli istituti tecnici presenta numerose criticità che destano forte preoccupazione nel sindacato ANIEF. Dall’analisi dei nuovi quadri orari emerge infatti una riduzione dello spazio dedicato alle discipline di istruzione generale e un aumento consistente della quota di autonomia delle scuole, soprattutto nel quinto anno, che potrebbe tradursi in forte instabilità degli organici e nella moltiplicazione di spezzoni orari.
A questo si aggiunge la progressiva marginalizzazione di alcune discipline, come la geografia, che nei nuovi quadri orari perde il proprio spazio curricolare autonomo dopo il primo anno nella maggior parte degli indirizzi. Una scelta che rischia di impoverire la formazione culturale degli studenti proprio in un momento storico in cui la comprensione delle dinamiche territoriali, economiche e geopolitiche è sempre più centrale.
Criticità rilevanti emergono anche nella gestione delle compresenze nei laboratori, che in alcuni indirizzi raggiungono un monte ore molto elevato ma senza una chiara regolamentazione nazionale. Senza precise garanzie, queste ore rischiano di essere utilizzate impropriamente per coprire sostituzioni interne, snaturando la loro funzione didattica e di sicurezza.
Altro nodo riguarda l’introduzione di innovazioni didattiche – come il potenziamento delle competenze tecnologiche – previste però nel rispetto della clausola di invarianza finanziaria. In pratica si chiedono alle scuole e ai docenti nuovi compiti e nuove competenze senza prevedere risorse aggiuntive né adeguati riconoscimenti professionali.
“Non si può continuare a riformare la scuola a costo zero – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF – perché l’innovazione didattica richiede investimenti reali su laboratori, formazione e organici. Senza queste garanzie il rischio è duplice: da un lato indebolire la qualità dell’istruzione tecnica, dall’altro creare ulteriore precarietà tra i docenti. Serve un confronto immediato con le organizzazioni sindacali per introdurre correttivi che tutelino sia il personale sia la qualità dell’offerta formativa”.
ANIEF chiede quindi al Ministero di intervenire per garantire la stabilizzazione degli organici anche sulla quota di autonomia, la tutela delle ore di laboratorio e delle compresenze, il recupero delle discipline di istruzione generale e il riconoscimento professionale delle nuove attività.
Martedì 17 marzo i sindacati sono stati invitati ad un incontro per l'individuazione delle classi di concorso da assegnare alle discipline dei percorsi di istruzione tecnica in relazione ai nuovi quadri orari definiti. Per chi volesse fare segnalazioni può scrivere [email protected].