Riforma degli istituti tecnici, confronto al Ministero
Il 13 ottobre il confronto su orari, organici e cattedre. Pacifico: «Alle scuole servono certezze, non rinvii»
La riforma degli istituti tecnici e professionali arriva al banco di prova. Martedì 13 ottobre il Ministero dell’Istruzione e del Merito incontrerà le organizzazioni sindacali, accogliendo la richiesta dell’ANIEF di discutere le modifiche più recenti e i nodi ancora irrisolti.
Il confronto si apre in un momento delicato. A poche settimane dall’avvio della riforma, e con l’anno scolastico già iniziato, le nuove disposizioni cambiano i quadri orari del primo biennio, introducono le denominazioni di «licei tecnologici» e «licei professionali» e destinano altri 10 milioni di euro, dal 2027, alla filiera formativa tecnologico-professionale.
Ma cosa cambierà davvero nelle scuole? Per l’ANIEF il tavolo dovrà chiarire subito gli effetti sull’organizzazione e sul personale: dalla distribuzione delle ore nel triennio agli organici, dalla stabilità delle cattedre alla possibilità di costituire cattedre interne anche con un orario inferiore alle 18 ore.
«Non è possibile cambiare l’assetto della riforma a scuola già iniziata senza garantire certezze alle istituzioni scolastiche e al personale», afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF. «Il 13 ottobre porteremo al tavolo le criticità già evidenziate nei mesi scorsi e chiederemo risposte precise: dalla revisione del DM 29/2026 ai quadri orari, fino agli effetti sugli organici».
Il confronto, però, parte da impegni ancora sospesi. Dopo la procedura di raffreddamento e conciliazione conclusa l’8 aprile 2026, l’Amministrazione aveva riconosciuto la necessità di rivedere il DM 29/2026, anche sui quadri orari, e di consentire cattedre interne sotto le 18 ore. Il tavolo tecnico avviato a maggio non è tuttavia riuscito a dare una risposta organica a tutte le questioni.
Ora l’attenzione è tutta sul 13 ottobre. «La convocazione è un primo passo positivo, ma ci aspettiamo risposte concrete», conclude Pacifico. «Servono tempi certi per le Linee guida e gli atti applicativi, risorse adeguate e soluzioni capaci di tutelare continuità didattica e stabilità del personale. La riforma deve essere accompagnata, non imposta alle scuole a posteriori».