Scuola e Caldo: Aule Senza Condizionatori e Studenti a Rischio
Il ritorno a scuola per milioni di studenti italiani si prospetta sotto il segno del caldo soffocante. Con l’estate che sembra non voler mollare la presa, la questione delle condizioni climatiche all’...
Il ritorno a scuola per milioni di studenti italiani si prospetta sotto il segno del caldo soffocante. Con l’estate che sembra non voler mollare la presa, la questione delle condizioni climatiche all’interno degli edifici scolastici diventa sempre più pressante. Nonostante i notevoli investimenti fatti in tecnologie digitali come lavagne interattive e computer portatili, la gran parte delle scuole italiane resta priva di condizionatori d’aria, rendendo le aule degli autentici forni durante le giornate più calde.
Un Rientro Scolastico Caldissimo
Il problema è particolarmente acuto nel Sud Italia, dove le temperature estive continuano a essere elevate anche a fine agosto. Mentre il calendario scolastico si avvicina, con le prime scuole a riaprire già il 5 settembre nella provincia autonoma di Bolzano, la prospettiva per molti studenti è quella di tornare a frequentare lezioni in ambienti roventi. Il caldo persistente, unito alla siccità che sta colpendo duramente alcune regioni, aggrava una situazione già precaria nelle scuole statali.
I Numeri della Crisi: Solo Sei Scuole su 100 Hanno l’Aria Condizionata
Secondo una denuncia del Coordinamento nazionale docenti dei Diritti umani (Cnddu), solo circa 15.000 condizionatori d’aria sono presenti nelle scuole italiane. Tuttavia, questi sono quasi esclusivamente concentrati in aree amministrative come presidenze, segreterie e vicepresidenze, mentre le aule, dove si svolge la vita quotidiana degli studenti, sono praticamente sprovviste di sistemi di raffreddamento. Su oltre 40.000 plessi scolastici, solo poco più di 2.500, ovvero circa il 6%, sono dotati di qualche forma di dispositivo per il condizionamento dell’aria o la ventilazione.
Questa mancanza è particolarmente grave se si considera che la normativa vigente raccomanda che la temperatura nelle aule durante i mesi caldi si mantenga tra i 24 e i 26 gradi, con un’umidità relativa del 50-60%. Tuttavia, i cambiamenti climatici stanno mettendo in evidenza le carenze strutturali degli edifici scolastici, molti dei quali obsoleti e inadatti a fronteggiare le nuove sfide ambientali.
Le Aule Obsolete: Una Questione di Età
Gran parte degli edifici scolastici italiani, circa sei su dieci, sono stati costruiti prima del 1975, in un’epoca in cui i condizionatori d’aria non erano ancora diffusi nelle abitazioni italiane. Questi edifici, ormai vecchi di quasi cinquant’anni, non sono stati progettati per affrontare le attuali condizioni climatiche, caratterizzate da ondate di caldo più frequenti e intense. Anche se i fondi europei sono stati impiegati per modernizzare le scuole dal punto di vista tecnologico, dotandole di strumenti digitali avanzati, non si è fatto altrettanto per rendere le aule abitabili durante i picchi di calore.
Studenti a Rischio e la Mancanza di Interventi Adeguati
La situazione diventa ancora più critica considerando gli studenti che, già dal 26 agosto, devono tornare a scuola per recuperare le materie nelle quali sono stati rimandati. Questi ragazzi, che hanno trascorso l’estate a studiare in ambienti probabilmente dotati di aria condizionata, si trovano ora a dover affrontare prove importanti in aule surriscaldate, con temperature ben oltre i limiti di tolleranza. La speranza è che il clima conceda una tregua, ma questa è una soluzione precaria e insoddisfacente.
La mancanza di condizionatori nelle scuole non è solo una questione di comfort, ma anche di salute e benessere degli studenti. Affrontare temperature eccessive può compromettere la capacità di concentrazione e apprendimento, oltre a rappresentare un rischio per la salute, soprattutto per i più piccoli e per coloro che soffrono di patologie croniche.
Carenze strutturali
Il ritorno a scuola in Italia, in particolare nelle regioni meridionali, sta mettendo a nudo le gravi carenze strutturali delle scuole italiane. Mentre si investe in tecnologie avanzate per l’istruzione, come le lavagne interattive e i computer portatili, si trascura un aspetto fondamentale: garantire che le aule siano ambienti sicuri e confortevoli per gli studenti. La denuncia del Cnddu è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. È necessario un intervento urgente da parte delle istituzioni per adeguare gli edifici scolastici alle nuove esigenze climatiche e garantire il diritto allo studio in condizioni dignitose.