Scuola. Manzi, Buon inizio alla comunità scolastica, ma la scuola merita risposte vere

A tutte e tutti loro va il mio augurio più sincero di buon inizio.

A cura di Redazione Redazione
14 settembre 2026 10:35
Scuola. Manzi, Buon inizio alla comunità scolastica, ma la scuola merita risposte vere - Manzi -PD
Manzi -PD
Condividi

"Da oggi si torna tra i banchi anche nelle ultime regioni, fino alla chiusura giovedì in Puglia: otto milioni di studentesse e studenti, migliaia di insegnanti che ricominciano un anno che si preannuncia tutt'altro che semplice. A tutte e tutti loro va il mio augurio più sincero di buon inizio.
Ma non possiamo aprire l'anno scolastico facendo finta di non vedere un dato che lo accompagna, e che dovrebbe essere il primo pensiero di chi ha la responsabilità del ministero: in cinque anni la scuola italiana ha perso quasi 434mila alunne e alunni, il 5,8% in meno rispetto al 2020/21. Non è un calo lineare che si può derubricare a fisiologia demografica: accelera, anno dopo anno — dall'1,26% del 2023/24 all'1,68% dell'ultimo anno rilevato. Solo nei dodici mesi più recenti sono sparite quasi 7mila classi. Sono aule che si svuotano, non numeri su un foglio: è la fotografia di un Paese che invecchia e di un sistema scolastico che si restringe sotto i nostri occhi, mentre chi dovrebbe guidarlo sembra guardare altrove, mentre servirebbero progettualità che gestiscano tale processo, soprattutto in alcune parti del paese.

Invece di misurarsi con questo, il ministro Valditara continua a inseguire proposte  identitarie e divisive, come il tetto agli alunni stranieri per classe (pensato per inseguire Vannacci e su cui si annuncia un decreto legge) che non toccano nessuno dei nodi veri. È una strategia che conosciamo bene: si agita un problema simbolico per non parlare di quelli strutturali. E i problemi strutturali sono lì, tutti, fin dal primo giorno di lezione: un'edilizia scolastica che in troppi territori cade letteralmente a pezzi, i costi che le famiglie tornano a sostenere ogni settembre tra libri, materiali e trasporti, una programmazione delle risorse che continua a rincorrere l'emergenza invece di anticiparla, un precariato che grava su un anno scolastico già segnato dalla carenza di organico in intere aree del Paese.
L'ultima manovra ha tagliato oltre 600 milioni di euro sull'istruzione, quasi 200 milioni sull'edilizia scolastica entro il 2028. È stata soppressa la programmazione triennale degli organici, sul sostegno il divario tra posti attivati e organico di diritto continua a generare precariato proprio sugli studenti più fragili, si è messa in campo una riforma degli istituti tecnici senza confronto con il mondo della scuola e su cui si attendono ancora le misure annunciate mesi fa dal ministero.

Per questo dico con chiarezza: metta in campo una proposta seria in vista della legge di bilancio, anziché continuare ad agitare pericoli e a confondere le acque con misure che parlano più alla propaganda che alla scuola reale. Noi ci siamo, e le proposte concrete le abbiamo già pronte: una legge sulla comunità educante depositata sia alla Camera che al Senato, per rendere strutturali i patti educativi tra scuola, territorio e famiglie; un sistema di welfare studentesco con gratuità progressiva dei libri, mensa scolastica come diritto pubblico essenziale, sostegno ai trasporti e fondo per il supporto psicologico a scuola; un piano pluriennale, e non interventi una tantum, contro dispersione e povertà educativa, con investimenti stabili su organici, tempo pieno e sostegno.
Il Ministro le raccolga. Noi siamo pronti a confrontarci". Lo scrive sui social Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd

Segui Voce della Scuola