SCUOLA. Manzi- D’Elia, grave schedatura delle scuole da parte della destra
Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza fondamentale, che va affrontata con serietà e responsabilità, nel rispetto della complessità storica e della libertà di insegnamento
“Quanto emerge dalle notizie di stampa sull’interrogazione parlamentare presentata da esponenti della maggioranza , nella quale si elencano espressamente istituti scolastici indicati come presuntivamente “inadempienti” rispetto alle iniziative per il Giorno del Ricordo, è estremamente grave e merita un chiarimento immediato.
La predisposizione e la diffusione di un elenco di scuole, compilato sembrerebbe sulla base di presunte testimonianze, configura un fatto inquietante. Siamo di fronte a un vero e proprio lavoro di intimidazione e schedatura, che rischia di trasformarsi in uno strumento di pressione politica immotivata ed ingiustificata su istituzioni che devono poter lavorare serenamente, nel rispetto della loro autonomia e libertà ”. Così Irene Manzi e Cecilia d’Elia, capogruppo Pd nelle commissioni Cultura di Camera e Senato.
“L’atto di sindacato ispettivo, proprio delle prerogative parlamentari, non dovrebbe però trasformarsi nella messa all’indice di singole scuole e in uno strumento di pressione nei confronti dell’amministrazione. Questo metodo è sbagliato nel merito e pericoloso nel principio, perché introduce un clima di intimidazione che non dovrebbe mai riguardare il mondo dell’istruzione.
Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza fondamentale, che va affrontata con serietà e responsabilità, nel rispetto della complessità storica e della libertà di insegnamento. Proprio per questo, ogni tentativo di piegarlo a logiche di controllo o di contrapposizione politica è inaccettabile.
Per queste ragioni chiediamo al Ministro dell’Istruzione e del Merito di proteggere l’autonomia delle scuole. Per chi - come Valditara- sostiene di proteggere l’autorità della figura docente non sono accettabili atti di continua messa in discussione delle scelte promosse dalle scuole.
Non è possibile accettare né, tantomeno, tacere di fronte a iniziative che rischiano di ledere l’autonomia scolastica e di esercitare una pressione impropria sulle comunità educative.
Le scuole italiane non si mettono sotto accusa e non si classificano: si rispettano. Chiediamo di sapere se ci siano stati interventi dell’amministrazione in seguito alle pressioni indebite esercitate dai parlamentari della destra”. Così concludono le dem