Scuola, opposizioni unite: «Il governo ascolti»
Tre emendamenti comuni su inclusione, fondi contro la violenza e disabilità. Manzi: «Il governo si confronti»
Le opposizioni si presenteranno unite al Senato sul decreto scuola con tre emendamenti condivisi. Per Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito democratico, si tratta di «un fatto politico che il governo non può ignorare».
Le proposte riguardano tre aspetti del provvedimento giudicati particolarmente critici: il tetto agli alunni con cittadinanza non italiana, l’impiego dei fondi contro la violenza sulle donne per interventi sul cyberbullismo e il ridimensionamento del ruolo delle famiglie nel Piano educativo individualizzato.
Sul primo punto, Manzi contesta la logica delle quote e chiede politiche inclusive, fondate sull’insegnamento dell’italiano come seconda lingua e sulla presenza di mediatori culturali. Secondo l’esponente dem, questi strumenti risponderebbero meglio alle esigenze di ragazze e ragazzi. La parlamentare critica, inoltre, la scelta di finanziare il contrasto al cyberbullismo attingendo alle risorse destinate alla lotta contro la violenza sulle donne. «Sono due emergenze che meritano entrambe risorse certe», afferma.
Il terzo nodo riguarda gli alunni con disabilità. La riduzione del coinvolgimento delle famiglie nella definizione del Piano educativo individualizzato, sostiene Manzi, rischia di lasciare gli studenti più soli. Per la responsabile scuola del Pd, sui tre temi esiste dunque «un’alternativa chiara e condivisa». Da qui l’appello alla maggioranza affinché accolga il confronto nel merito durante l’esame del decreto al Senato.