Scuole aperte il 31 agosto in Emilia Romagna, modello da seguire? Sembra proprio di no
Per il 72% dei docenti il calendario scolastico non si tocca
Il calendario scolastico va modificato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori? Il 72,26% degli insegnanti dice no. Almeno, questo è il risultato emerso da un sondaggio online prodotto dalla rivista specializzata ‘La Tecnica della Scuola’, al quale hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori che operano in ambito scolastico.
Il dibattito sul tema è esploso dopo che la Regione Emilia Romagna ha scelto di avviare, su spinta delle famiglie con bambini in età scolastica, una sperimentazione che consente ad alcuni istituti di avviare le attività dal 31 agosto, quindi oltre due settimane prima del 15 settembre, giorno in cui riprenderanno le lezioni secondo il calendario scolastico regionale. Anche se fino al 14 settembre si svolgeranno esclusivamente delle attività alternative alla didattica tradizionale, le polemiche non sono mancate.
IL SONDAGGIO
La rilevazione online ha coinvolto in modo diretto 440 lettori: complessivamente, hanno partecipato 328 insegnanti e 108 genitori. Di fronte alla domanda “Modificheresti il calendario scolastico per ‘spalmare‘ la pausa didattica nel corso dell’anno e non concentrarla solo in estate?”, ben 237 docenti su 328 (il 72,2%) ha fornito una risposta una negativa, così come il 68,52% dei genitori (74 su 108).
Dal sondaggio è emerso quindi che vi sono determinate “abitudini scolastiche”, consolidate nel tempo, che sembrano “dure a morire”: oltre il 70% dei docenti non si è detto d’accordo con una redistribuzione delle pause didattiche, che di recente è stata proposta dall’ex ministra del turismo Daniela Santanchè sostenendo anche di avere concordato la proposta con il titolare del Mim Giuseppe Valditara (il quale però ha precisato di non saperne niente, per poi rilanciare il Piano Estate 2026).
Nel frattempo, una petizione portata avanti dalle mamme di Mammadimerda ha proprio questo obiettivo e ha raggiunto 80mila firme. “Chiediamo che luglio e agosto siano mesi facoltativi con attività didattiche sospese e che le chiusure siano redistribuite. Scuola parcheggio? Il vero parcheggio è davanti la TV”, queste le loro parole ai microfoni de ‘La Tecnica della Scuola’.
VACANZE ESTIVE, ITALIA DA RECORD: BEN 97 GIORNI DI PAUSA
Secondo gli ultimi dati forniti da Eurydice visionati da ‘La Tecnica della Scuola’, relativi all’anno scolastico 2025/2026, l’Italia è al primo posto dei Paesi europei per numero di giorni (97) di vacanze estive fruite e all’ultimo per numero di giorni di pausa durante l’anno (15).
“L’Italia ha una pausa di 13 settimane, contro le 6-8 settimane degli altri paesi europei. Studi dimostrano che i bambini ‘disimparano’ con un periodo così lungo. Il modello della scuola dell’infanzia, che termina il 30 giugno, sarebbe auspicabile”, sono le parole pronunciate a questo proposito dalla dirigente Palù ai microfoni de ‘La Tecnica della Scuola’.
NOVE CLASSI ITALIANE SU DIECI SONO PRIVE DI CONDIZIONATORI
Ma le scuole sono pronte ad un eventuale redistribuzione delle pause didattiche? La novità non è da poco. Perché ciò significherebbe ridurre le vacanze estive e quindi portare in classe docenti e studenti anche in alcune porzioni dei mesi più caldi dell’anno. Al momento, tuttavia, ciò è difficilmente praticabile: gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – analizzati da ‘La Tecnica della Scuola’ danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.
Proprio su questi temi si è espresso in questi giorni il ministro Valditara. “A livello nazionale abbiamo avviato la ristrutturazione di oltre 10mila plessi scolastici su un totale di 40mila. Questo significa anche, però, che solo una scuola su quattro nel breve periodo sarebbe in grado di affrontare cambiamenti di calendario scolastico: nel 75% dei plessi scolastici, quindi, si farebbe lezione con 40 gradi”.
FARE LEZIONE A PIÙ DI 26°C NON È IDEALE
In un dossier Ocse dello scorso marzo, dal titolo “Quali saranno i probabili impatti dell’aumento delle temperature sugli studenti e come si stanno adattando i vari Paesi?”, inoltre, viene affrontato proprio il tema delle alte temperature. Studi condotti sui dati PISA dimostrano che il caldo riduce i risultati dei test; ad esempio, ogni giorno supplementare sopra i 26,7°C riduce i punteggi degli studenti.
IL TALK SUL CALENDARIO SCOLASTICO
Ai temi relativi al calendario scolastico sarà dedicata una puntata di Scuola Talk, il format de ‘La Tecnica della Scuola’, disponibile il 29 maggio alle ore 19.00 sui canali YouTube e Facebook della testata (poi visibile anche in streaming). Ospiti del confronto Chiara Palù, dirigente scolastica a Parma, e Francesca Fiore e Sarah Malnerich (Mammadimerda).
L’APPROFONDIMENTO
I contenuti dell’approfondimento sul calendario scolastico sono presenti sul sito TecnicadellaScuola.it.