“Serve una svolta vera nel mondo della scuola”
Intervista a Gerardo Fania, responsabile sindacale FED.A.L. scuola a cura della redazione
Nel pieno delle discussioni sul rinnovo del contratto della scuola 2025-2027, abbiamo incontrato Gerardo Fania, rappresentante sindacale della FED.A.L. Federazione Autonoma del Lavoro per il comparto istruzione. L’occasione è utile per fare il punto sui temi più urgenti che coinvolgono docenti, personale ATA e tutte le figure del sistema scolastico.
Fania, il tavolo all’ARAN per il nuovo CCNL è appena partito. Cosa aspettarsi?
C’è grande attesa. Parliamo di un rinnovo che riguarda oltre 1,3 milioni di lavoratori e che arriva in un momento storico complesso: salari erosi da una feroce infalzione, carichi di lavoro aumentati, organici insufficienti, i problemi per i lavoratori della scuola sono davvero troppi. Serve realismo: sarebbe del tutto inutile l’ennesimo contratto al ribasso. La scuola non può essere sacrificata!
Quali sono le vostre priorità ?
Sono tre e sono molto chiare:
Aumenti stipendiali reali, non simbolici, che recuperino l’inflazione e restituiscano dignità professionale.
Valorizzazione delle professionalità, per i docenti precari e tutto il personale ATA.
Migliore organizzazione del lavoro, perché l’attuale modello schiaccia il personale su burocrazia, carichi aggiuntivi e responsabilità non riconosciute.
Si parla molto di sicurezza e responsabilità del personale scolastico. Qual è la posizione del sindacato?
La scuola è diventata un luogo dove il personale è spesso esposto a rischi non previsti: responsabilità civili e penali sproporzionate, gravissimi episodi di aggressione, classi sovraffollate.
Chiediamo:
regole chiare sui compiti di ciascuna figura;
maggiore tutela legale per il personale vittima di episodi violenti;
investimenti strutturali sugli edifici scolastici.
La sicurezza non può essere affidata alla buona volontà dei lavoratori.
Un altro tema caldo è quello del precariato. Cosa proponete?
Il precariato non è più un'emergenza: è un sistema. E questo è inaccettabile.
FED.A.L. chiede:
percorsi di stabilizzazione realmente percorribili;
concorsi regolari e non improvvisati;
riconoscimento pieno del servizio svolto.
Non possiamo più avere scuole che, ogni settembre, si reggono su supplenti chiamati la sera prima.
E per il personale ATA? È spesso il grande dimenticato.
Infatti siamo da sempre in prima linea al loro fianco, i lavoratori ATA sono la spina dorsale delle scuole, ma negli anni sono stati penalizzati da tagli e mancati rinnovi, senza di loro la difficile quotidianità scolastica non sarebbe fattibile.
La scuola del futuro da dove deve ripartire?
Da aumenti sostanziali delle retribuzioni, oggi troppo basse rispetto alle responsabilità;
ridefinizione dei profili professionali;
organici adeguati, soprattutto nei plessi complessi o con alunni BES.
Da una verità che nessuno può più ignorare: senza lavoratori motivati e rispettati, non c’è qualità dell’istruzione.
Serve una politica che ascolti la scuola reale, che dia strumenti, che investa sulle persone. Le riforme calate dall’alto hanno prodotto solo confusione.
La scuola del futuro deve ripartire dal riconoscimento del valore umano e professionale di chi la manda avanti ogni giorno.
Un messaggio finale ai lavoratori della scuola?
La FED.A.L. sarà al vostro fianco sempre.
Il nostro impegno è chiaro: difendere i vostri diritti, ottenere risultati concreti e pretendere rispetto.
Solo insieme possiamo costruire una scuola migliore, più giusta e più forte.
Insieme faremo la differenza.