Sicilia Concorso A07: un grande inganno. Posti inesistenti, cattedre occupate, diniego agli atti e responsabilità giuridiche - Mobilità a rischio

Sicilia Concorso A07: un grande inganno. Posti inesistenti, cattedre occupate, diniego agli atti e responsabilità giuridiche - Mobilità a rischio

A cura di Redazione Redazione
21 marzo 2025 19:22
Sicilia Concorso A07: un grande inganno. Posti inesistenti, cattedre occupate, diniego agli atti e responsabilità giuridiche - Mobilità a rischio -
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Il concorso ordinario 2022 per la classe di concorso A07 – Discipline audiovisive – rischia di rappresentare un caso emblematico delle criticità strutturali del sistema scolastico italiano. Una distorsione amministrativa che coinvolge docenti regolarmente abilitati, famiglie e studenti, tutti penalizzati da un meccanismo che appare complesso e poco trasparente.

Da un lato, infatti, i docenti vincitori del concorso – selezionati attraverso prove pubbliche previste dal D.Lgs. 297/1994 e successive disposizioni – risultano impossibilitati a ottenere l’assegnazione della disciplina per cui hanno conseguito l’abilitazione, poiché le relative cattedre risultano già occupate da docenti appartenenti ad altre classi di concorso. Ciò comporta un rallentamento delle immissioni in ruolo, spesso limitate a un solo posto disponibile all’anno. Dall’altro lato, le famiglie – inconsapevoli di tale criticità – affidano i propri figli a docenti privi del titolo specifico, con un conseguente danno alla qualità dell’insegnamento, che risulta non coerente con l’offerta formativa.

Secondo diverse segnalazioni, le diverse istituzioni scolastiche avrebbero assegnato l’insegnamento delle discipline audiovisive a docenti appartenenti alla classe A010 – Discipline Grafiche, il cui percorso formativo non presenta alcuna attinenza con l’ambito audiovisivo. Tuttavia, una disposizione normativa anacronistica ne consente formalmente l’assegnazione esclusivamente per i docenti A010 abilitati entro il 31 maggio 1991 e non oltre, come previsto dal D.M. 259/2017 – Tabella A, che disciplina la corrispondenza tra classi di concorso e insegnamenti.

Nonostante tale limite sia chiaramente indicato, sembra che le  varie scuole tramite anche l’USR e USP abbiano portato avanti un processo di assegnazione che sembra essere in contrasto con il quadro normativo vigente.

Diniego all’accesso agli atti e interpretazioni arbitrarie

Il sospetto di irregolarità si aggrava dalla mancata collaborazione delle istituzioni scolastiche nell’accesso agli atti, secondo l’art. 22 e seguenti della Legge 241/1990 e Legge 33/2013 sulla trasparenza amministrativa. Numerosi dirigenti scolastici, sollecitati a fornire documentazione relativa agli attuali docenti incaricati, hanno opposto resistenza o hanno risposto con contraddizioni.

L’Istituto “P.L. Nervi – Alaimo” di Lentini, inizialmente ha dichiarato l’assenza della classe di concorso, salvo poi ammetterne l’assegnazione a docenti A010 presenti in organico, appellandosi all’atipicità delle discipline. Il Liceo Artistico “Lazzaro” di Catania ha anch’esso fatto riferimento ad assegnazioni su classi atipiche. Il Liceo Gagini di Siracusa, invece, nel mese di ottobre 2024 affermava che non vi era stata ancora alcuna nomina, per poi non fornire ulteriori risposte. Alcune situazioni risultano paradossali, come quella dell’Istituto “Pio La Torre” di Palermo, dove è stato attivato un indirizzo audiovisivo, ma paradossalmente senza prevedere la classe di concorso A07. La scuola, infatti, ha dichiarato che l’organico di diritto e di fatto non contempla la A07. Sollecito a dare un riscontro, scegli di assentarsi da ogni replica. Nel frattempo, le scuole scaricano le responsabilità sugli Uffici Scolastici Regionali (USR) o Provinciali (USP). È il caso, ad esempio, del Liceo Artistico “Brunelleschi” di Acireale e dell’Istituto “Emilio Greco” di Catania, dopo mille solleciti  hanno attribuito la responsabilità delle nomine all’USP. Il Liceo Artistico “Capizzi” di Bronte conferma pienamente l’assegnazione delle cattedre a due docenti A010 su disposizione dell’USR. Anche l’Istituto “Seguenza” di Messina attribuisce la responsabilità all’USP, che, tuttavia, non ha mai fornito riscontro alle richieste. Il Liceo “Angelo Musco” di Catania non ha mai risposto,  nonostante l’obbligo di trasparenza imposto dalla normativa. Il Liceo Artistico “Carducci” di Comiso ha opposto resistenza all’accesso agli atti, sostenendo che l’indicazione generica della disciplina non fosse sufficiente, pretendendo anche il nome del docente, come se non conoscesse il proprio organico. L’Istituto “Majorana” di Palermo ha concesso l’accesso agli atti solo in presenza fisica. Entrambi i casi appaiono più come creare difficoltà alla legittima richiesta.  Il Liceo “M.L. King” di Favara ha dichiarato la presenza di due cattedre A07 occupate da docenti a tempo indeterminato, uno dal 2021/22 e uno dal 2022/23, ma senza fornire la documentazione richiesta.”Al sollecito di richiesta di accesso agli atti, il dirigente nega esplicitamente l’accesso, scaricando la questione sull’USP, quando invece la giurisprudenza amministrativa stabilisce chiaramente che l’accesso deve essere garantito da chi materialmente detiene i documenti. Assurdamente, arriva persino a invitare a rivolgersi al TAR o al Presidente della Repubblica per fare ricorso per avere la documentazione. In sostanza, è come dire: ‘Intanto ve li nego, in barba alla normativa sulla trasparenza; se li volete, fate ricorso.

Inerzia o criticità sistemica?

L’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia (USR), pur sollecitato con numerose richieste, non ha adottato misure concrete per garantire l’obbligo di accesso gli atti amministrativi e verificare , quindi la regolarità delle assegnazioni, limitandosi a raccomandare solo i dirigenti scolastici di prestare attenzione nell’assegnazione delle discipline “Laboratorio audiovisivo e multimediale” e “Discipline audiovisive e multimediali”, in base al D.M. 259/2017 e alla circolare annuale sugli organici.

L’USP di Catania, pur avendo avviato alcuni solleciti, non è riuscito a garantire il rispetto delle norme sulla trasparenza. L’USP di Messina, dopo un primo contatto interlocutorio, ha interrotto ogni successiva comunicazione. Anche la Direzione Generale del Personale del Ministero dell’Istruzione, che aveva invitato formalmente l’USR Sicilia a effettuare verifiche, non sembra che ne abbiano avute. Da quanto si apprende sembra che il Ministero non abbia controllo sulla gestione regionale e di conseguenza simili accadimenti marciano contro il sistema educativo nazionale.

Sicilia: un mondo a parte con regole proprie e una mobilità a rischio

In Sicilia, vincere un concorso non basta. Per ottenere l’assegnazione del posto, è necessario confrontarsi con meccanismi assurdi, ostacoli procedurali e dinamiche poco trasparenti. Un sistema talmente assurdo, che la denuncia sembra diventare l’unico strumento per far valere i propri diritti e ottenere il rispetto delle normative vigenti. In un momento in cui si stanno avviando i procedimenti di mobilità del personale docente, ci si chiede quanti potranno realmente beneficiarne, alla luce delle criticità emerse, che limitano fortemente la disponibilità di posti reali nelle scuole. Anche in questo caso è stato sollecitato all’USR di fornire tale stima, ma tutto tace.

Cinema per la Scuola: tra intenti e contraddizioni

In tutto questo, ci si domanda: che ruolo sta svolgendo il Ministro Valditara? Più volte sollecitato sul problema è rimasto completamente assente sulla vicenda che ormai va avanti da anni. Nel frattempo, mentre si moltiplicano i bandi e le iniziative del Piano Nazionale “Cinema per la Scuola”, la disciplina audiovisiva continua a essere marginalizzata nella pratica scolastica. Eppure, la Legge 107/2015 (Buona Scuola) riconosce il valore strategico delle competenze digitali e audiovisive nei percorsi formativi, in linea con le politiche europee sull’innovazione didattica. A completare questo quadro contraddittorio, si aggiunge un’ulteriore ingiustizia / violazione, ovvero la disparità di trattamento tra le discipline, poiché mentre i docenti di musica possono utilizzare la Carta del Docente per l’acquisto di strumenti, quelli dell’audiovisivo ne risultano esclusi, in potenziale contrasto con gli artt. 3 e 97 della Costituzione Italiana, nonché con le Direttive Europee sulla parità di trattamento e pari opportunità nei contesti formativi. 

A nulla valgono gli appelli di autorevoli registi – tra cui Matteo Garrone, da sempre sostenitore del ruolo del cinema nella scuola – se il sistema continua a mostrare falle e mancanza di rispetto per le regole.

LA DENUNCIA 

Attualmente è in corso una denuncia all’Autorità giudiziaria, comprensiva di segnalazione all’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione, il caso è sottoposto anche alla Commissione parlamentare e a breve al TAR, affinché vengano avviati gli opportuni accertamenti. 

Di fronte a questo quadro sconvolgente e nel desiderio di fare giustizia, si è ormai consapevoli  di portare avanti questa vicenda debba essere necessariamente essere fatto, affinché questa scatola nera venga finalmente aperta,  cosicché emergeranno con chiarezza responsabilità e irregolarità e chi avrà operato illecitamente, risponda delle proprie azioni alle parti coinvolte : docenti titolari,  Stato e  studenti

Sindacato Audiovisivo

Dott.ssa Stefania Piccolo

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