caso Genova

Studenti e intimidazioni: la scuola chiede risposte

Dopo gli episodi da chiarire al Cassini e al Klee-Barabino, Genova Inclusiva chiede sicurezza, risorse e ascolto.

04 novembre 2026 17:10
Studenti e intimidazioni: la scuola chiede risposte -
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GENOVA — Prima chiarire i fatti, poi accertare le responsabilità. Ma senza lasciare in secondo piano le richieste degli studenti. È il messaggio di Genova Inclusiva dopo gli episodi che, secondo il comunicato, sarebbero avvenuti nella notte tra il 3 e il 4 novembre agli istituti Cassini e Klee-Barabino. La ricostruzione resta da chiarire: il testo attende risposte dalle autorità e lega ogni richiesta di responsabilità alla conferma dei fatti.

Nel suo intervento, Genova Inclusiva richiama il precedente del 2025 al liceo Da Vinci, descritto come un’irruzione di giovani armati di spranghe e tubi metallici. Un richiamo che accompagna una presa di posizione netta: «La violenza non è protesta» e non può essere uno strumento per intimidire chi manifesta.

La solidarietà va agli studenti e alle studentesse che occupano e manifestano per una scuola migliore. Le richieste rivolte a Governo, Regione e Comune riguardano più investimenti, insegnanti preparati ed edifici sicuri e accessibili. «Non chiedono privilegi, ma il diritto a un futuro», sostiene Genova Inclusiva.

Il comunicato sposta quindi l’attenzione dall’ordine pubblico alle condizioni della scuola. Denuncia infiltrazioni d’acqua, presenza di topi, carenza di personale e ostacoli all’accesso ai servizi igienici per gli studenti più fragili. Criticità che Genova Inclusiva pone al centro della propria richiesta di un diritto allo studio effettivo, non soltanto dichiarato.

Sulle occupazioni, il testo distingue il confronto politico dalla condanna delle intimidazioni: si possono condividere o contestare le forme della protesta, ma nessuno può ricorrere alla violenza per mettere a tacere le richieste degli studenti. Se le minacce saranno confermate, afferma Genova Inclusiva, chi ne è responsabile dovrà risponderne.

«Agli studenti servono risposte, non spranghe. Alla scuola servono risorse, non tagli». È la sintesi dell’appello alle istituzioni: ascoltare prima che il disagio diventi emergenza e garantire una scuola pubblica dignitosa, sicura e inclusiva. In attesa che gli episodi siano chiariti, resta al centro la domanda sulle risposte da dare a chi rivendica il proprio futuro.

Genova Inclusiva, Marco Macrì.

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