Una matematica diventa collaboratrice scolastica: la storia di Annamaria Custode

La storia di Annamaria Custode, 33 anni e laureata in matematica (riportata da Giuseppe Bisceglie per La Gazzetta del Mezzogiorno) riflette le difficoltà e le scelte obbligate che molti giovani italia...

A cura di Redazione Redazione
12 novembre 2024 16:42
Una matematica diventa collaboratrice scolastica: la storia di Annamaria Custode -
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La storia di Annamaria Custode, 33 anni e laureata in matematica (riportata da Giuseppe Bisceglie per La Gazzetta del Mezzogiorno) riflette le difficoltà e le scelte obbligate che molti giovani italiani devono affrontare pur di mantenere la propria autonomia. Nata a Ruvo di Puglia, Annamaria si è trasferita quattro anni fa in Emilia Romagna, a Comacchio, per lavorare come collaboratrice scolastica, accettando un ruolo ben diverso da quello a cui la sua laurea avrebbe potuto portarla.

Lasciare la propria casa non è mai una scelta semplice, ma per Annamaria è stata una decisione necessaria per entrare nel mondo del lavoro, vista la lunga attesa richiesta dai concorsi per l’insegnamento. “Ho studiato per guardare la cattedra da un’altra prospettiva, ma sono comunque felice dell’esperienza che ho fatto”, racconta Annamaria. Il desiderio di lavorare subito ha prevalso, e così è rimasta a Comacchio per tre anni. In questo periodo ha trovato una nuova “famiglia” tra i colleghi e i conoscenti che l’hanno accolta con calore, una seconda casa lontano da Ruvo e dai suoi affetti.

Dopo tre anni, Annamaria ha scelto di tornare in Puglia, sia per riavvicinarsi al marito che per cercare una posizione stabile. Tuttavia, il ritorno al Sud non è stato privo di ostacoli. Il punteggio accumulato come collaboratrice scolastica non è bastato per un incarico a tempo pieno. Così, Annamaria ha ottenuto un contratto part-time come collaboratrice amministrativa con sole sei ore settimanali, ben lontano dalla stabilità che sperava di trovare nella sua terra.

Nonostante l’incarico ridotto, Annamaria rimane determinata e ottimista, convinta che, con impegno e dedizione, riuscirà a scalare le graduatorie. Il suo obiettivo, infatti, è di ottenere un incarico a tempo pieno nei prossimi anni. Tuttavia, anche con l’esperienza maturata al Nord, le condizioni per ottenere un buon posizionamento nelle graduatorie pugliesi sono più difficili, data la concorrenza e il numero di candidati che cercano di entrare nel sistema scolastico.

La situazione di Annamaria non è unica. Il suo caso rappresenta una condizione comune a molti giovani laureati del Sud Italia che, costretti a lasciare la propria regione per trovare lavoro, spesso accettano ruoli che non valorizzano pienamente le loro competenze. Inoltre, come lei stessa sottolinea, il compenso che percepisce copre appena le spese di trasporto, una condizione difficile da sostenere nel lungo termine se non fosse per la vicinanza della famiglia.

La storia di Annamaria è un riflesso della realtà lavorativa e delle problematiche occupazionali del Mezzogiorno, dove spesso i giovani sono costretti a fare compromessi per ottenere un impiego. Tuttavia, la sua determinazione dimostra anche come, nonostante le difficoltà, sia possibile mantenere dignità e orgoglio nel proprio percorso lavorativo. “I sogni a volte devono fare i conti con la realtà – dice – ma la libertà e la dignità di poter vivere con le proprie forze sono sogni reali che meritano tutto il nostro impegno” (fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe Di Bisceglie).

Annamaria Custode ci ricorda che, pur in un mercato del lavoro complesso, il percorso di ciascuno può essere motivo di orgoglio e crescita personale. Questa testimonianza mette in luce la necessità di riforme strutturali che possano garantire ai giovani del Sud opportunità di lavoro stabili, senza dover affrontare continui trasferimenti o compromessi che a lungo andare mettono alla prova la loro capacità di resistenza e adattamento.

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