Violenza minorile: a Scuola si combatte cosí
A Napoli le proposte degli studenti alle Istituzioni, nel corso del Convegno sulla violenza al Maschio Angioino
Obbligo scolastico fino a 18 anni con attivitá pomeridiane, aumento dei centri di ascolto, continuitá didattica e studio del Diritto nei bienni delle scuole di ogni ordine e grado.
Hanno argomentato con trasporto e grande partecipazione gli studenti di alcuni istituti superiori di Napoli che questa mattina, dalle 11 alle 13, hanno partecipato alla prima giornata di confronto con le Istituzioni sul tema della violenza minorile, non soltanto in ambito scolastico, tenutasi nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, grazie al lavoro sinergico del Presidente di Federistruzione, Antonio Scarpellino, del Direttore de La Voce della Scuola Diego Palma, e della testata Oggi Scuola, che hanno coinvolto relatori d'eccezione provenienti dal mondo della Politica, della Magistratura, della Scuola ed anche della Sanitá pubblica. Alcuni studenti sono stati presenti nonostante il loro istituto fosse occupato, cavalcando un'onda di protesta che, partita dalla Francia nei giorni scorsi, sta coinvolgendo sempre piú scuole in tutta Italia. Uno di loro, Lorenzo, studente dell'ISIS Serra in cima ai quartieri spagnoli, si è fatto portavoce delle istanze di tutti i presenti, circa 300, presentando il prezioso punto di vista dei minori coinvolti sempre piú spesso, sia come attori che come vittime, in episodi di violenza, fuori e dentro la scuola. "Noi crediamo che la Scuola potrebbe aiutarci molto - ha affermato lo studente - e che la violenza potrebbe diminuire se il nostro disagio fosse maggiormente ascoltato, come si sta facendo qui, oggi". Per gli studenti una giornata come quella promossa oggi è stata una rara occasione di confronto con le Istituzioni, che dovrebbe senz'altro avere un seguito. Sono emersi diversi timori che condizionano la vita quotidiana di questi ragazzi, nel corso di un laboratorio esperienziale condotto dal prof. Vincenzo Scarpellino, psicopedagogista, che ha invitato la platea ad esprimersi su modi e tempi in cui la violenza è presente nella vita di tutti i giorni. Dal laboratorio è emerso che quasi tutti hanno assistito almeno una volta ad un episodio di violenza a Scuola, quasi tutti hanno pensato di intervenire per sedare un episodio di violenza, ma non lo hanno fatto nel timore di esserne colpiti; inoltre, circa la metá è stato coinvolto in risse, mentre 3 studenti sono stati vittime di esclusione e di bullismo. Il punto di vista degli studenti ha fatto emergere, inoltre, il grande rammarico di dover cambiare insegnanti ogni anno: "per noi è un problema - ha continuato Lorenzo - non soltanto perché perdiamo un possibile punto di riferimento, ma anche perché non riusciamo a capire il nostro vero valore, in quanto ogni docente ha il suo metodo di valutazione e da un anno all'altro ci riscopriamo bravi o meno bravi in base a come ci considera il docente nuovo". L'aumento a 18 anni dell'obbligo scolastico, inoltre, è stato proposto nella consapevolezza dello stretto legame fra cultura e libertá, e dell'importanza della Scuola come volano di crescita personale e sociale, da cui la necessitá, nei limiti del possibile, di estenderla anche al pomeriggio con attivitá extracurricolari. Infine, è stato proposto lo studio del Diritto in tutti i bienni delle scuole di ogni ordine e grado, riconoscendone il valore formativo per una cittadinanza davvero consapevole e maggiormente indirizzata ai valori della legalitá, della solidarietá sociale e della libertá individuale.