Ecco un chiaro esempio, peraltro annunciato, degli effetti della politica a costo zero e delle promesse non mantenute:
“Care colleghe, colleghi, Dirigenti e genitori, in conseguenza della recente approvazione in via definitiva della Legge n. 206, 27 dicembre 2023, che prevede l’istituzione del liceo del ‘Made in Italy’ a partire dal prossimo anno, il Comitato Salviamo il Les sente la necessità di esprimersi al riguardo per fornire una possibile linea di azione unitaria per il mese di gennaio che vede le operazioni di eventuale avvio del nuovo Liceo.”
Inizia così il Comunicato diramato dal Comitato Nazionale Salviamo il LES, inviato in questi giorni a tutte le scuole secondarie di secondo grado che hanno l’opzione economico sociale delle Scienze Umane nella loro offerta formativa. C’era da aspettarselo date le vicende che hanno caratterizzato l’iter legislativo che ha partorito con una corsa contro il tempo una legge, proprio la L. n.206 del 2023, che sin dall’inizio ha destato non pochi sospetti nei sostenitori del LES, nonostante le innumerevoli rassicurazioni giunte più volte dalle istituzioni anche alla nostra redazione sulla volontà di lasciare autonomi i due indirizzi, senza sostituire l’uno all’altro. Il problema è nato nel momento in cui i sospetti, su cui abbiamo più volte dibattuto, si sono rivelati fondati e, ad oggi, le scuole che faranno richiesta di attivazione del nuovo Liceo del Made in Italy dovranno rinunciare ad una prima del LES, a meno che non abbiano i numeri per attivarli in contemporanea a spese però di qualche altro indirizzo. Come a dire che qualcuno comunque pagherà, il che, assodato che si debba agire per migliorare la Scuola, non rappresenta alcun miglioramento, né per gli alunni tantomeno per il personale scolastico. Il problema è sempre lo stesso, ovvero il vincolo di bilancio o clausola di invarianza finanziaria, che poi stanno ad indicare in ogni caso l’assenza di investimenti, che dovrebbero rappresentare la base di ogni riforma che si rispetti e che invece, dal nostro MIM, non vengono menzionati se non per precisare che la voce di spesa deve essere uguale a zero.
È normale pertanto, pur volendo apprezzare qualche idea e la voglia di fare dell’attuale Dicastero dell’Istruzione, sentirsi alla fine presi in giro, al punto che il Comitato Nazionale a difesa del LES ha deciso di invitare esplicitamente le istituzioni scolastiche a non fare richiesta del nuovo indirizzo per il prossimo anno scolastico, richiesta che, ricordiamo, le scuole potranno avanzare fino al prossimo 15 gennaio dopo aver sentito il parere in questi giorni degli organi collegiali: naturalmente, se la richiesta di attivazione del nuovo indirizzo non ci sarà, si avrà di conseguenza l’impossibilità di avviare le iscrizioni al Liceo del Made in Italy, previste dal 23 gennaio al 10 febbraio e pertanto il nuovo indirizzo, almeno per quest’anno, si rivelerà un flop, correndo anche il rischio di trasformarsi in un boomerang proprio per l’esecutivo che lo ha fortemente voluto.
“Come Comitato Salviamo il Les – si legge ancora nel comunicato a firma del Direttivo – rimarchiamo la libertà dei docenti e dei Collegi di esprimersi contro queste scelte e questi tentativi, e invitiamo tutti ad evitare il salto nel buio che comporterebbe l’adozione improvvisa e frettolosa del nuovo Liceo che, priva di una valutazione delle conseguenze a lungo termine, finirebbe immediatamente per cancellare la realtà operativa del Les nelle scuole dove venisse adottata.” Infine conclude: “Sta a noi docenti, collettivamente e con il sostegno dei genitori, degli studenti e di tutti coloro che tengono al futuro del LES, continuare a lottare per tenerlo in vita e farlo proseguire evitando che la confusione, spesso intenzionalmente indotta, possa spingerci a prendere decisioni irrazionali e controproducenti”.

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