Domani alle 10.30 convocati all’Aran i sindacati rappresentativi per la firma conclusiva del Contratto collettivo nazionale del lavoro 2019/21: Anief firmerà per non perdere i tanti benefici prodotti dopo due anni di trattativa.

Dopo quasi due anni di trattative si dovrebbe chiudere domani la questione sul nuovo contratto di Istruzione, Ricerca e Università 2019/21: alle 10.30 sono stati convocati i sindacati rappresentativi per la sottoscrizione del Contratto collettivo nazionale del lavoro 2019/21. Oltre all’assegnazione di circa 20 euro medi lordi ulteriori da assegnare e breve al personale docente e Ata, sono diverse le novità presenti nel testo da approvare e giù concordate lo scorso 14 luglio a netta maggioranza sindacale, tra cui l’Anief alla sua prima firma del Ccnl.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ANIEF

“Come Anief – dichiara oggi il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – rimarchiamo l’attiva partecipazione del nostro sindacato durante tutte le fasi di contrattazione, attività che ha contribuito a migliorare molto il contratto rispetto alla bozza proposta dall’amministrazione ad inizio confronto. Certo, il contratto non è il migliore possibile e si poteva certamente fare di più, ma prima non c’eravamo nei tavoli di contrattazione ed ora abbiamo ottenuto delle cose impensabili rispetto al passato. Ad esempio – continua il sindacalista Anief – le posizioni economiche bloccate da 12 anni ed ora vengono raddoppiate, i permessi retribuiti ai precari per avere una perequazione con il personale a tempo indeterminato, le indennità DSGA passate da 6 euro mensili a 60 euro mensili. Per questo e per le altre migliorie abbiamo firmato il contratto. Non firmarlo avrebbe invece significato perdere tutto, pure la possibilità di distribuire le risorse aggiuntive conquistate con due anni di trattativa”.

“Il rammarico è che siamo partiti da stipendi davvero bassi, ed infatti per il triennio 2022/2024 stiamo chiedendo al Governo di sbloccare l’intera indennità di vacanza contrattuale, anche per via giudiziari. Già si parla di aumenti mensili automatici di 160 euro e di 2mila euro di arretrati dal 2002 ad oggi. Ora bisogna vedere se nelle prossime leggi di bilancio stanzieranno almeno 10 miliardi per poter pensare – conclude il presidente nazionale Anief – di riaprire le trattative e tutelare le retribuzioni dei dipendenti pubblici”.

I MIGLIORAMENTI ECONOMICI

Tra i cambiamenti più importanti, a livello economico vi sono l’aumento complessivo medio mensile per i docenti di 124 euro e di 190 euro per i Direttori dei servizi generali e amministrativi; il forte incremento della Retribuzione Professionale Docenti, che passa da 194,80 euro a 304,30 euro al mese e un ulteriore incremento del Compenso Individuale Accessorio (CIA) che passa da 79,40 euro a 87,50 euro. Vengono inoltre innalzate le misure delle indennità di bilinguismo e trilinguismo, di lavoro notturno e/o festivo spettanti al personale educativo e ATA delle istituzioni educative. Infine, l’indennità di direzione DSGA, parte variabile, potrà essere integrata in sede di contrattazione integrativa nazionale utilizzando le risorse della legge 160/2019 (valorizzazione personale scolastico).

Il Ccnl 2029/21 produrrà novità anche per quel che riguarda le posizioni economiche: quelle già esistenti verranno rivalutate e grazie alla revisione normativa prevista dal nuovo CCNL il meccanismo di attribuzione delle nuove posizioni sarà semplificato: la formazione dei docenti finalmente per contratto si svolgerà durante l’orario di servizio nelle ore funzionali all’insegnamento e il personale sarà considerato in servizio a tutti gli effetti.

Domani si approverà anche un incremento delle retribuzioni finanziato con il FMOF delle ore aggiuntive del 10% delle retribuzioni per tutto il personale. Si sono aumentati i mesi di congedo delle donne vittime di violenza.  E pure per il personale della ricerca, Afam e università ci saranno specifiche sessioni contrattuali come quella per ricercatori e amministrativi tecnologi, ecc..

I MIGLIORAMENTI NORMATIVI

Anche il piano normativo che si sta andando ad approvare prevede novità rilevanti. A partire dai precari. Ad esempio, i supplenti docenti e ATA si vedranno per la prima volta riconosciuti i tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari, documentati anche mediante autocertificazione. Vi sarà anche una rinnovata considerazione dei titoli e profili ATA terza fascia, a vantaggio della funzionalità del servizio che andranno a svolgere: il diploma, ad eccezione del profilo del collaboratore scolastico, non sarà più sufficiente per accedere, ma servirà anche la certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale.

Tra le novità che porterà il 2029/21 c’è poi il congedo esteso fino a 120 giorni per le donne vittime di violenza, una richiesta promossa proprio dall’Anief. Per i Dsga da 6 euro di aumento iniziale il sindacato è riuscito ad ottenere 60 euro e anche per loro si apre la possibilità di accedere al fondo di valorizzazione del personale: agli assistenti tecnici nel primo ciclo è stata attribuita un’indennità di disagio, il cui tetto massimo è stato aumentato per richiesta sempre del giovane sindacato; è stato chiarito che le assemblee delle Rsu potranno essere indette a maggioranza e non all’unanimità; per il personale Ata è stata ottenuta la determinazione dei fondi per le progressioni economiche verticali, ma è anche passato l’aumento del salario accessorio e delle quote orarie degli straordinari di tutto il personale (erano ferme da 16 anni). Per i docenti sono arrivati chiarimenti importanti, come il Glo che rientra nelle attività funzionali.

Con l’accordo del 14 luglio 2023, da confermare domani, si è pure riusciti a convogliare nel comparto Istruzione maggiori risorse, circa mezzo miliardo di euro, per la valorizzazione del personale e con redistribuzione dei fondi ai tavoli contrattuali. Sono passate delle deroghe ai vincoli dei trasferimenti, in particolare la conferma dei diritti della disabilità e di tutela dei genitori lavoratori con figli fino a 12 anni nei trasferimenti del personale scolastico. Come pure la procedura straordinaria di reclutamento su posti di sostegno e lo sblocco dei contratti dei docenti specializzati all’estero; ma anche l’ampliamento del 30 % dei posti dei docenti riservati ai precari TFA sostegno; come pure l’aumento del 70% dei posti per i docenti IRC nel concorso straordinario.

Anief ha quindi chiesto e ottenuto l’eliminazione del tetto massimo dei docenti abilitati con semplificazione per accesso e frequenza; l’ammissione diretta degli insegnanti ‘ingabbiati’ ai percorsi di 30 CFU insieme ai docenti triennalisti pure della scuola paritaria e degli Iefp; l’assegnazione della Carta del docente ai neo immessi e al 31 agosto, come poi accettato dall’Esecutivo in caria; lo scorrimento delle graduatorie del concorso ordinario straordinario su rinunce e trasformazione in esaurimento delle graduatorie dei concorsi ordinari; il nuovo corso-concorso per dirigenti scolastici con ricorso attivo.

I infine creato le condizioni, sempre con la firma alla bozza del contratto collettivo nazionale 2019/21 contrattato all’Aran, perché si arrivi in tempi congrui ad un’intesa proficua sulla mobilità dei lavoratori della scuola neo immessi in ruolo; delle risorse superiori all’inflazione e al precedente contratto; la decisione di riportare alla contrattazione la definizione dei compensi del docente tutor, oltre che lo sblocco delle posizioni economiche ATA.

 

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