Chef Pino Nuzzo: tra aula e fornelli, il messaggio ai giovani cuochi è chiaro — “Non mollate”

Ma oggi, più che celebrare i traguardi personali, lo chef-docente sente l’urgenza di lanciare un messaggio forte alle nuove generazioni

A cura di Diego Palma Diego Palma
18 aprile 2026 23:05
Chef Pino Nuzzo: tra aula e fornelli, il messaggio ai giovani cuochi è chiaro — “Non mollate” -
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Nel panorama dell’istruzione professionale alberghiera italiana emerge la figura dello chef Pino Nuzzo, docente di enogastronomia – settore cucina– presso l’Istituto “Petronio” di Monterusciello, a Pozzuoli. Un professionista che unisce l’esperienza maturata tra i fornelli alla passione per l’insegnamento, portando ogni giorno in aula non solo tecniche culinarie, ma anche valori, disciplina e visione del futuro.

Iscritto all’Associazione Provinciale Cuochi Napoli, affiliata alla Federazione Italiana Cuochi, Nuzzo rappresenta una figura autorevole nel settore. Il suo percorso è costellato da riconoscimenti prestigiosi: dal Collegio Cocorum ai Disciples d’Escoffier, fino al titolo di Maestro di cucina e al Premio Monzù dell’anno. Onorificenze che testimoniano una carriera costruita con sacrificio, dedizione e una profonda cultura gastronomica.

Ma oggi, più che celebrare i traguardi personali, lo chef-docente sente l’urgenza di lanciare un messaggio forte alle nuove generazioni.

La crisi di motivazione tra i giovani cuochi

«Da docente e professionista del settore — racconta Nuzzo — noto una forte demotivazione nei giovani. Dopo il diploma, molti non proseguono nel mondo della ristorazione. Al massimo affrontano qualche esperienza e poi mollano, spesso per lavori sottopagati e senza prospettive».

Una riflessione che intercetta un fenomeno sempre più diffuso: la difficoltà del settore nel trattenere i giovani talenti. Le cause sono molteplici: orari impegnativi, retribuzioni non sempre adeguate, ma anche un cambiamento culturale che ha ridotto la disponibilità al sacrificio.

«Non esistono più i professionisti di una volta — prosegue — ma non esiste più nemmeno quello spirito di costanza che ha caratterizzato la mia generazione e quella di tanti colleghi».

La scuola e il vuoto della “terza area”

Secondo Nuzzo, anche il sistema formativo ha subito trasformazioni che hanno inciso sulla preparazione pratica degli studenti: «Non esiste più la terza area professionalizzante come un tempo. Era un ponte fondamentale tra scuola e lavoro, un’esperienza che faceva la differenza».

La riduzione di questi percorsi ha contribuito, secondo il docente, a rendere più fragile il passaggio dalla formazione al mondo del lavoro, lasciando molti giovani privi di riferimenti concreti.

La cucina italiana: patrimonio e responsabilità

Un elemento di orgoglio, ma anche di responsabilità, è il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale: un sistema complesso fatto di tradizioni, stagionalità, convivialità e biodiversità, tramandato di generazione in generazione.

Per Nuzzo, questo valore dovrebbe rappresentare uno stimolo in più per i giovani: «Non si tratta solo di cucinare, ma di custodire e innovare una cultura».

Il messaggio ai giovani: passione, sacrificio, futuro

È proprio per questo che lo chef ha deciso di partecipare all’intervista: «Sapevo che avrei avuto l’opportunità di lanciare un messaggio ai ragazzi degli istituti alberghieri. Non mollate».

E aggiunge una frase che racchiude il senso della sua esperienza di docente e motivatore:

“Il talento apre la porta, ma è la disciplina che ti fa restare dentro.”

Un invito concreto a credere nel proprio percorso, anche quando le difficoltà sembrano prevalere.

Presenza online e divulgazione

Oltre all’attività didattica, Pino Nuzzo è attivo anche nella divulgazione attraverso i canali digitali:

Sito web: www.chefpinonuzzo.it

Facebook, Instagram, TikTok: chefpinonuzzo

Spazi in cui condivide esperienze, piatti e momenti di formazione, mantenendo un dialogo diretto con studenti e appassionati.

Un ponte tra generazioni

La figura di Pino Nuzzo rappresenta oggi un ponte tra due mondi: quello della grande tradizione gastronomica italiana e quello delle nuove generazioni in cerca di identità professionale.

In un contesto in cui il settore della ristorazione fatica a rinnovarsi senza perdere competenze, la sua voce si inserisce come richiamo alla responsabilità, alla passione e alla continuità.

Perché, come ricorda lo chef, la cucina non è solo un mestiere: è una scelta di vita. E ogni scelta, per essere portata avanti, ha bisogno di coraggio.

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