Chef Pino Nuzzo: tra aula e fornelli, il messaggio ai giovani cuochi è chiaro — “Non mollate”
Ma oggi, più che celebrare i traguardi personali, lo chef-docente sente l’urgenza di lanciare un messaggio forte alle nuove generazioni
Nel panorama dell’istruzione professionale alberghiera italiana emerge la figura dello chef Pino Nuzzo, docente di enogastronomia – settore cucina– presso l’Istituto “Petronio” di Monterusciello, a Pozzuoli. Un professionista che unisce l’esperienza maturata tra i fornelli alla passione per l’insegnamento, portando ogni giorno in aula non solo tecniche culinarie, ma anche valori, disciplina e visione del futuro.
Iscritto all’Associazione Provinciale Cuochi Napoli, affiliata alla Federazione Italiana Cuochi, Nuzzo rappresenta una figura autorevole nel settore. Il suo percorso è costellato da riconoscimenti prestigiosi: dal Collegio Cocorum ai Disciples d’Escoffier, fino al titolo di Maestro di cucina e al Premio Monzù dell’anno. Onorificenze che testimoniano una carriera costruita con sacrificio, dedizione e una profonda cultura gastronomica.
Ma oggi, più che celebrare i traguardi personali, lo chef-docente sente l’urgenza di lanciare un messaggio forte alle nuove generazioni.
La crisi di motivazione tra i giovani cuochi
«Da docente e professionista del settore — racconta Nuzzo — noto una forte demotivazione nei giovani. Dopo il diploma, molti non proseguono nel mondo della ristorazione. Al massimo affrontano qualche esperienza e poi mollano, spesso per lavori sottopagati e senza prospettive».
Una riflessione che intercetta un fenomeno sempre più diffuso: la difficoltà del settore nel trattenere i giovani talenti. Le cause sono molteplici: orari impegnativi, retribuzioni non sempre adeguate, ma anche un cambiamento culturale che ha ridotto la disponibilità al sacrificio.
«Non esistono più i professionisti di una volta — prosegue — ma non esiste più nemmeno quello spirito di costanza che ha caratterizzato la mia generazione e quella di tanti colleghi».
La scuola e il vuoto della “terza area”
Secondo Nuzzo, anche il sistema formativo ha subito trasformazioni che hanno inciso sulla preparazione pratica degli studenti: «Non esiste più la terza area professionalizzante come un tempo. Era un ponte fondamentale tra scuola e lavoro, un’esperienza che faceva la differenza».
La riduzione di questi percorsi ha contribuito, secondo il docente, a rendere più fragile il passaggio dalla formazione al mondo del lavoro, lasciando molti giovani privi di riferimenti concreti.
La cucina italiana: patrimonio e responsabilità
Un elemento di orgoglio, ma anche di responsabilità, è il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale: un sistema complesso fatto di tradizioni, stagionalità, convivialità e biodiversità, tramandato di generazione in generazione.
Per Nuzzo, questo valore dovrebbe rappresentare uno stimolo in più per i giovani: «Non si tratta solo di cucinare, ma di custodire e innovare una cultura».
Il messaggio ai giovani: passione, sacrificio, futuro
È proprio per questo che lo chef ha deciso di partecipare all’intervista: «Sapevo che avrei avuto l’opportunità di lanciare un messaggio ai ragazzi degli istituti alberghieri. Non mollate».
E aggiunge una frase che racchiude il senso della sua esperienza di docente e motivatore:
“Il talento apre la porta, ma è la disciplina che ti fa restare dentro.”
Un invito concreto a credere nel proprio percorso, anche quando le difficoltà sembrano prevalere.
Presenza online e divulgazione
Oltre all’attività didattica, Pino Nuzzo è attivo anche nella divulgazione attraverso i canali digitali:
Sito web: www.chefpinonuzzo.it
Facebook, Instagram, TikTok: chefpinonuzzo
Spazi in cui condivide esperienze, piatti e momenti di formazione, mantenendo un dialogo diretto con studenti e appassionati.
Un ponte tra generazioni
La figura di Pino Nuzzo rappresenta oggi un ponte tra due mondi: quello della grande tradizione gastronomica italiana e quello delle nuove generazioni in cerca di identità professionale.
In un contesto in cui il settore della ristorazione fatica a rinnovarsi senza perdere competenze, la sua voce si inserisce come richiamo alla responsabilità, alla passione e alla continuità.
Perché, come ricorda lo chef, la cucina non è solo un mestiere: è una scelta di vita. E ogni scelta, per essere portata avanti, ha bisogno di coraggio.