Primo Collegio: incarichi obbligatori e facoltativi

A settembre si definisce l’organizzazione della scuola: ecco cosa il docente deve fare, quali incarichi può rifiutare e cosa controllare

A cura di Redazione Redazione
25 agosto 2026 11:51
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Con l’avvio dell’anno scolastico torna uno degli appuntamenti più importanti per il personale docente: il primo Collegio dei docenti. Per neoassunti, supplenti e insegnanti che cambiano istituto è anche il momento in cui si scopre concretamente come sarà organizzato il lavoro: dipartimenti, commissioni, coordinatori, referenti, funzioni strumentali e numerosi altri incarichi.

Ma quali sono realmente obbligatori? E un docente può dire di no?

La prima distinzione da fare è tra obblighi connessi alla funzione docente e incarichi organizzativi o aggiuntivi. Non tutto ciò che viene proposto durante il Collegio diventa automaticamente un obbligo per il singolo insegnante.

Il Collegio è obbligatorio

Su questo punto non ci sono dubbi. L'articolo 44 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 include tra le attività collegiali obbligatorie la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, comprese le attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno, fino a 40 ore annue.

Un distinto monte, sempre fino a 40 ore, riguarda consigli di classe, interclasse e intersezione, compresi i GLO. Scrutini ed esami costituiscono invece obblighi di servizio e non vanno conteggiati nei due pacchetti delle 40 ore.

Il docente deve quindi partecipare al primo Collegio se regolarmente convocato. Ciò non significa, però, essere obbligato ad accettare qualsiasi incarico venga proposto durante la seduta.

Coordinatore di classe: è obbligatorio accettare?

Uno degli incarichi più frequenti è quello di coordinatore di classe.

Bisogna distinguere la partecipazione al Consiglio di classe, che rientra negli obblighi collegiali, dall'assunzione della specifica funzione di coordinatore. Quest'ultima rappresenta un'ulteriore responsabilità organizzativa e non va confusa con l'ordinaria partecipazione al Consiglio.

In altre parole: essere componente del Consiglio è un conto; assumersi il coordinamento della classe è un altro.

Prima di accettare è quindi opportuno conoscere i compiti richiesti dall'istituto e l'eventuale compenso previsto dalla contrattazione integrativa.

Funzione strumentale: serve la disponibilità

Ancora più chiaro il caso delle funzioni strumentali al PTOF.

Il Collegio individua le funzioni necessarie alla realizzazione del Piano dell'offerta formativa secondo l'organizzazione adottata dalla scuola. Si tratta di incarichi aggiuntivi per i quali sono previste specifiche risorse: il CCNL comprende infatti espressamente le funzioni strumentali al PTOF tra le finalità finanziate dal Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa.

Non esiste quindi un obbligo generalizzato per qualsiasi docente di candidarsi a funzione strumentale.

Commissioni, gruppi di lavoro e referenti

A settembre vengono frequentemente costituiti anche commissioni e gruppi dedicati a PTOF, orientamento, continuità, inclusione, viaggi d'istruzione, formazione delle classi, valutazione, innovazione digitale e altri progetti.

Lo stesso vale per i numerosi referenti: bullismo e cyberbullismo, educazione civica, orientamento, inclusione, DSA/BES, salute, legalità, biblioteca, laboratori e così via.

Qui bisogna evitare una regola troppo semplicistica.

Alcune attività collegiali, se inserite nel Piano annuale delle attività come articolazioni del Collegio e comprese negli obblighi contrattuali, possono rientrare nel monte delle 40 ore. Il CCNL stabilisce infatti che l'attività funzionale all'insegnamento comprenda attività collegiali di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione e documentazione.

Diverso è assumere personalmente uno specifico incarico di referente o una responsabilità organizzativa aggiuntiva. Occorre quindi verificare la natura concreta dell'incarico e non limitarsi alla sua denominazione.

Dipartimenti: attenzione alla differenza

Anche per i dipartimenti bisogna distinguere due situazioni.

Partecipare alle riunioni del dipartimento, quando queste costituiscono un'articolazione delle attività collegiali programmate dalla scuola, può rientrare nelle attività funzionali all'insegnamento e nel relativo monte ore.

Essere coordinatore o responsabile del dipartimento, invece, significa assumere un compito ulteriore rispetto alla semplice partecipazione.

È quindi sbagliato mettere sullo stesso piano l'obbligo di partecipazione alla riunione e l'accettazione dell'incarico di coordinamento.

Collaboratori del dirigente: non li elegge il Collegio

Particolare attenzione anche ai collaboratori del dirigente scolastico.

Non si tratta di incarichi che il Collegio assegna attraverso una normale elezione. Le attività organizzative trovano una specifica disciplina normativa e contrattuale e il CCNL richiama, tra l'altro, le attività previste dall'articolo 25, comma 5, del D.Lgs. 165/2001 e dall'articolo 1, comma 83, della legge 107/2015.

Il Collegio può quindi essere informato sull'organigramma, ma bisogna distinguere nettamente le competenze del dirigente da quelle dell'organo collegiale.

Tutor del docente neoassunto

Tra le figure che interessano particolarmente il primo periodo dell'anno c'è anche il tutor del docente neoassunto.

Il tutor accompagna il docente durante il percorso di formazione e prova, svolgendo una funzione di supporto professionale e partecipando alle attività previste dalla specifica disciplina dell'anno di prova.

Anche in questo caso non bisogna confondere la necessità per la scuola di individuare il tutor con un generico obbligo per qualsiasi insegnante presente in Collegio di accettare automaticamente l'incarico.

Il Piano annuale delle attività è fondamentale

Uno dei documenti ai quali prestare maggiore attenzione nelle prime settimane è il Piano annuale delle attività.

Il CCNL stabilisce che, prima dell'inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predisponga, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il Piano annuale e i conseguenti impegni del personale docente. Il Piano viene poi deliberato dal Collegio e può essere modificato durante l'anno per far fronte a nuove esigenze.

È importante perché permette al docente di conoscere preventivamente gli impegni collegiali previsti durante l'anno e di tenere sotto controllo il monte ore.

La regola delle “40 + 40”

È uno degli aspetti da ricordare fin dal primo Collegio.

Il CCNL prevede fino a 40 ore annue per Collegio dei docenti e attività collegate indicate dall'articolo 44, comma 3, lettera a), e fino a ulteriori 40 ore per consigli di classe, interclasse e intersezione, inclusi i GLO, secondo la programmazione prevista.

Non si tratta quindi di un indistinto contenitore di 80 ore. Sono due monte ore distinti, riferiti a differenti categorie di attività.

Scrutini ed esami restano fuori da questo conteggio.

Cosa chiedere prima di accettare un incarico

Quando durante il Collegio viene chiesta la disponibilità, soprattutto ai docenti appena arrivati, non bisogna avere fretta di rispondere.

Prima di accettare coordinamenti, referenze, commissioni o altre responsabilità è utile conoscere i compiti effettivi, il numero indicativo di ore, le responsabilità connesse, l'eventuale compenso e la fonte con cui viene finanziato.

La domanda fondamentale è: questa attività rientra negli obblighi ordinari della funzione docente oppure mi viene affidato uno specifico incarico aggiuntivo?

Il CCNL distingue infatti gli obblighi di insegnamento e le attività funzionali dalle attività aggiuntive; inoltre prevede che determinate attività ulteriori, quando ricorrono le condizioni contrattuali, siano remunerate.

Primo Collegio: cosa non dimenticare

La partecipazione al Collegio è dunque obbligatoria, così come lo sono le attività collegiali previste dal contratto nei relativi limiti. Ma non è corretto affermare che qualsiasi incarico proposto durante il Collegio debba necessariamente essere accettato dal singolo docente.

Coordinatore di classe, responsabile di dipartimento, funzione strumentale, referente di progetto e altri incarichi organizzativi devono essere valutati in base alla loro specifica disciplina.

Per chi entra in una nuova scuola il consiglio è quindi di arrivare al primo Collegio con quattro domande ben chiare: che cosa devo obbligatoriamente fare? Che cosa mi stanno chiedendo volontariamente di assumere? Quanto tempo richiede? È previsto un compenso?

Una distinzione che può evitare molti equivoci durante tutto l'anno scolastico.

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