Tra i documenti da predisporre per l’anno di prova vi è il PATTO FORMATIVO, stipulato tra il Docente neoassunto e il Dirigente della scuola di servizio.

Tale patto consente al docente di fare il punto sulle proprie competenze, descritte nel Bilancio Iniziale, e definire quali sono quelle che si intendono approfondire e quelle invece che si posseggono già.

Il Bilancio Iniziale e il Patto Formativo sono i primi documenti da compilare per il docente neoassunto, e permettono di dare coerenza al percorso di formazione, legando le competenze iniziali a quelle finali.

Come sappiamo, il Bilancio Iniziale 2023 ha cambiato forma rispetto a quello precedente, permettendo di autovalutare, in una scala di 5 livelli, il proprio livello di competenza: si parte da ‘nessuna’ e si arriva a ‘esperto’.

Essendo un’autovalutazione, nessun bilancio può considerarsi sbagliato, è solo necessario essere il più possibile oggettivi e realistici nella valutazione dei diversi ambiti proposti.

Compilato il Bilancio Iniziale, si passa al Patto Formativo. In questo caso è il DS che deve predisporre il documento e, tramite la segreteria, contattare i docenti neoassunti del proprio istituto per compilarlo e sottoscriverlo.

Il documento può quindi variare da istituto a istituto, ma per fornire uno spunto, nella sezione Toolkit di Indire è stato caricato un modello, sviluppato dall’USR della Sicilia.

Il modello cerca di raggruppare ed esplicare gli ambiti e gli standard elencati nel Bilancio Iniziale, in modo più discorsivo e chiaro.

È sempre diviso in tre ambiti (Ambito dell’insegnamento, Ambito delle competenze relazionali, organizzative e gestionali, Possesso ed esercizio delle competenze di orientamento e di ricerca, documentazione e valutazione) che corrispondo in pratica alle tre aree in cui è suddiviso il Bilancio: Didattica, Istituzione – Comunità, Professione.

In questo modello, non è necessario effettuare una scelta, bensì si elencano le competenze che il neoassunto deve impegnarsi ad acquisire durante l’anno, migliorando quelle già in suo possesso e approfondendo quelle che ritiene di non possedere, attraverso la partecipazione ai Laboratori formativi previsti per la propria provincia, ma anche attraverso percorsi di formazione da svolgere in autonomia, anche attraverso le Piattaforme SOFIA o FUTURA, predisposte dal MIM nell’ottica della formazione continua.

 

 

 

 

 

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